
Una bella vittoria per tutti.
Per Rossini e Djuric, per il FC Lugano, per gli avvocati Brenno Canevascini e il suo collega (ex giocatore di Lega Nazionale) Andrea Rotanzi.
Addirittura 10 le giornate tolte dalla Commissione Ricorsi ai due giocatori bianconeri, puniti in prima istanza dalla Commissione Disciplina con ben 12 giornate di squalifica per l’ormai famoso caso premi (i due giocatori avevano dato una busta contenente 20 mila euro ai colleghi dello Sciaffusa per battere il Servette durante lo scorso campionato).
Avvocato Canevascini, se l’aspettava questa drastica riduzione della pena?
“Abbiamo sempre pensato che le dodici giornate fossero troppe, però è chiaro che una riduzione così era difficile da immaginare. Il ricorso era difficilissimo ma se l’abbiamo fatto è perché io e il mio collega Rotanzi avevamo delle convinzioni”.
La sentenza cosa dice?
“Dice che il caso non è una bagatella ma si tratta comunque di un fatto relativamente innocuo. La commissione si è basate sulle sentenze, diventate definitive, dei giocatori Facchinetti e Dos Santos dello Sciaffusa che avevano preso solo 5'000 e 3'000 franchi di multa, senza giornate di squalifica. Hanno dovuto rendere proporzionali le sanzioni nei confronti di Djuric e Rossini che sono state considerate leggermente più gravi: così si è arrivati alle due giornate”.
Insomma, non si può pagare qualcuno per vincere, ma nel contempo non è da considerare un fatto grave. È così?
“Diciamo che il fatto di stimolare qualcuno che non ha più obiettivi a vincere è lesivo dell’etica sportiva. La Commissione ricorsi ha inoltrato invitato la Swiss Football League a specificare meglio l’articolo del regolamento che è piuttosto labile”.
L.S.
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