
Una brutta perdita, non solo per il mondo del giornalismo ticinese ma anche per coloro che, come Mauro Gianetti, gli erano legati da un sentimento di forte amicizia: di Mariano Botta, scomparso la notte scorsa a Locarno in seguito a malattia, abbiamo raccolto il ricordo di alcuni amici e colleghi. Mauro Gianetti, ex corridore professionista "Ho un ricordo bellissimo, di una persona seria, modesta e disponibile. Fra di noi è nata subito una sincera amicizia. Erano i tempi ormai lontani del mio esordio nel mondo delle corse... L'ho visto settimana scorsa e mi sono commosso. Era una gran brava persona e oggi per me è una giornata davvero triste. Mariano non era solo un giornalista, era anche una sorta di confidente, un uomo al quale rivelare i propri dubbi, le proprie incertezze o le proprie gioie. Ma lui non ha mai approfittato di questo rapporto, anzi, pur sapendo di bruciarsi qualche "scoop" metteva sempre in primo piano l'amicizia. Non andava mai fuori nulla dei nostri colloqui... Mariano era un giornalista propositivo, che era felice quando un atleta ticinese riusciva ad ottenere un risultato eclatante. A lui non importava l'articolo bensì la felicità dello sportivo.Poteva essere un ciclista, un calciatore o un tiratore con l'arco. Anche a quest'ultimo avrebbe dato uno spazio rilevante sul giornale". Antonio Ferretti, ex corridore professionista "Mariano è stato il primo giornalista ad intervistarmi. Lui, come me, era giovanissimo, e mi ricordo che ci trovammo nella redazione del Giornale del Popolo per una chiacchierata. Il giorno dopo, puntuale, il servizio per la rubrica Lo Sportivo del Mese. Credo sia stato uno dei colleghi più gentili e umani che io abbia mai conosciuto nel mondo del giornalismo svizzero e internazionale. In particolare in quello del ciclismo, materia quest'ultima che palleggiava alla perfezione e per la quale nutriva un' immensa passione". Pierigiorgio Giambonini, ex collega del GdP "Ha sempre vissuto in modo intenso e direi unico la nostra professione. Incredibile e infaticabile lavoratore è stato un punto di riferimento per i suoi colleghi e per gli atleti con i quali era solito relazionarsi, soprattutto i ciclisti. Con lui ho lavorato fianco a fianco per oltre 30 anni e malgrado avessimo due filosofie diverse nel rapporto con la professione e lo sport, abbiamo vissuto intensamente il nostro rapporto. Con il Giornale del Popolo ha sempre avuto un rapporto straordinario: era il suo mondo e gli era molto legato, anche dopo averlo lasciato nel 2004". Matteo Caratti, direttore La Regione "Una presenza discreta, ma assai importante, nel contesto redazionale. Per noi, averlo portato alla Regione, è stato certamente un bel colpo: era un giornalista autorevole, preparato e anche un gran lavoratore. Sempre ultimo a lasciare la redazione dopo aver controllato, letto e riletto le pagine di sport, aveva una visione a 360 gradi dello sport e del giornalismo. Per chi come me non ero molto addentro alle cose sportive, fu un gentile e prezioso consigliere" Filippo Lombardi, presidente CdA Timedia Holding "Ho lavorato con lui quando ero direttore del Giornale del Popolo. 9 anni nei quali ho potuto apprezzare le sue doti umane e professionali. In particolare mi colpiva quel suo modo saggio di interpretare la vita e la materia su cui lavorava quotidianamente. Sempre pacato e obiettivo, quasi una mosca rara nel contesto piuttosto agitato e aggressivo del giornalismo sportivo ticinese. Nelle riunioni redazionali, spesso e volentieri i suoi interventi erano illuminanti e decisivi". M.A.
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