
Silvio Berlusconi è morto oggi all'età di 86 anni. Nella sua vita, oltre alla politica, è stato imprenditore nel settore dell'edilizia, della televisione, ma anche dello sport. Qui ha iniziato la propria carriera il 20 febbraio del 1986, quando divenne proprietario del Milan. Con i rossoneri il Cavaliere mise in bacheca 29 trofei ufficiali: 8 scudetti, una Coppa Italia, 7 Supercoppe italiane, 5 Champions League, 2 Coppe Intercontinentali, 5 Supercoppe Uefa e una Coppa del mondo per club. Terminata l'esperienza con i diavoli nel 2017, l'anno seguente acquistò il Monza, con il quale nel 2022 conquistò la promozione in Serie A. "È stato un grande innovatore per quanto riguarda la metodologia di allenamento, la scelta dei collaboratori e dei giocatori, ma anche un grande sognatore", ha detto a TicinonewsSport il giornalista sportivo Franco Ordine. "Durante il Trofeo Gamper del 1986 scoprì Ruud Gullit (allora giocava nell'Eindhoven ndr) e lo portò a Milano. Nel 1987 durante un incontro presso il Castello di Pomerio disse che il Milan sarebbe diventato il club più forte al mondo. Nel 1989 centrò l'obiettivo portando a casa la Coppa Intercontinetale da Tokyo, dopo aver vinto la finale contro l'Atlético Nacional. Berlusconi ha trasformato e traghettato il calcio italiano dall'era medievale a quella moderna cambiandone schemi, format e abitudini. Dopo l'esperienza rossonera ha deciso di acquistare il Monza perché voleva compiere un'ultima impresa: prendere una piccola società di periferia e portarla in Serie A per competere contro i grandi del calcio italiano come Inter, Milan e Juventus. Anche in questo caso è riuscito a raggiungere il suo obiettivo", ha concluso Ordine.
"Era estremamente competitivo, ma rispettava gli avversari"
Un altro ricordo di Berlusconi arriva dalle parole di Stefano Nava, ex giocatore di calcio che negli anni Novanta ha militato nel Milan. "Con la sua lungimiranza ha portato il calcio italiano a compiere uno step straordinario. L'artefice di tutto questo è stato il Milan", ha raccontato ai nostri microfoni. "Era una persona estremamente competitiva, inoltre pensava a raggiungere obiettivi inimmaginabili per altri. Questo ha portato Berlusconi a ottenere privilegi, prestigi, vittorie e gloria. Era anche rispettoso degli avversari perché voleva vincere, ma lo voleva fare con i giusti mezzi e le giuste misure. Se perdeva si complimentava con i suoi avversari. Fortunatamente il Milan, sotto la sua guida, ha vinto molto", ha aggiunto Nava.

