
Il dado è tratto: a rimpiazzare Winnie Kurz a Locarno sarà l'ex allenatore dei portieri e assistente del Bellinzona Marco Ragini.
Qust'ultimo, sammarinese, ha battuto la concorrenza del campano Gennaro Ruotolo e del ticinesissimo Rémy Frigomosca.
Insomma, no all'ex genoano e all'allenatore del Losone e sì a Ragini: perché?
Lo spiega il direttore sportivo delle bianche casacche Kazik Nicolò (nella foto col presidente Michele Nicora):
"La nostra struttura fa affidamento su almeno una dozzina di professionisti e quindi ci serviva un allenatore idoneo. Marco, in questo senso, è l'uomo giusto al momento giusto. Inoltre, negli anni granata, ha maturato una buona conoscenza del nostro calcio e anche questo è un particolare che a noi stava molto a cuore. Non nascondo inoltre che pure la grandissima motivazione trasparsa nei colloqui ha deposto a suo favore".
In merito agli altri due candidati, il diesse dei verbanesi aggiunge:
"Il problema di Ruotolo consisteva sostanzialmente nel tempo, un elemento che nella nostra delicata situazione ha un peso davvero determinante, non lo nascondo. Gennaro non ha mai maturato esperienze nel calcio ticinese e ci sarebbe quindi voluto un periodo di ambientamento calcistico diverso: la nostra, però, è proprio una corsa contro la... clessidra. Per quanto concerne invece Rémy, io estenderei il discorso, in quanto ci piacevano anche altri tecnici locali, come Simone Patelli (ex Ascona) e Patrick Donghi (ex Gordola). Ma in questi casi avremmo rischiato di bruciare dei valenti giovani allenatori del territorio e, mi ripeto, la nostra situazione di classifica ci imponeva inoltre altre scelte. Mi spiego meglio: se il Locarno navigasse tranquillamente a metà della graduatoria di Prima Promotion sarebbe stata un'altra storia. Ciò comunque non significa che non stimiamo Rémy, Simone e Patrick, anzi: seguiamo con interesse il loro cammino e la loro crescita come allenatori".
E alla domanda finale - e "scomoda" - sull'accostamento del nome di Ragini al filone di scommessopoli del 2011, Nicolò risponde cosÌ:
"Se la vicenda ci ha fatto pensare? Certo non lo nascondo, ma il primo incontro con Marco è stato estremamente esauriente: ci ha colpiti favorevolmente la trasparenza con la quale lui ha affrontato la questione. Dirò di più: si è recato al nostro appuntamento con tanto di documenti ufficiali che testimoniavano la sua estraneità ai fatti. Ci tengo pure a sottolineare che lui non è comunque mai stato indagato. Per noi, ribadisco, tutto si è chiuso lì, al primo colloquio".
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