
Il Lugano torna ad assaporare l'amaro gusto della sconfitta. Dopo dodici risultati utili consecutivi, i bianconeri cadono al Letzigrund, contro il Grasshopper, penultima forza della Super League.
Agli zurighesi, ancora a secco di vittorie nel 2026, è bastata la rete in mischia di Plange, caduta già al 12' sugli sviluppi di un calcio d'angolo. Insomma, di tempo per raddirizzare il punteggio e provare a bissare il successo di una settimana fa - contro il Losanna - il Lugano ne ha avuto. E anche parecchio. Non solo. Dal 19', i bianconeri si sono ritrovati con l'uomo in più, complice il cartellino rosso rimediato da Diaby per fallo da ultimo uomo ai danni di Steffen.
Proprio l'ex nazionale rossocrociato, poco dopo, ha però fallito clamorosamente a tu per tu con Hammel. E l'occasione gettata alle ortiche da Steffen, in fondo, ha ben fotografato la prestazione del Lugano. Fatta di sprechi, errori e una buona dose di superficialità.
Certo, al 6' - ancora sullo zero a zero - ci si era messa pure la sfortuna, considerato il palo di Dos Santos e il seguente gol di Behrens annullato per un fuorigioco millimetrico. E pure dubbio, osservate le righe "tirate" in casa SFL.
Detto ciò, resta il fatto che la squadra di Mattia Croci-Torti - con Carbone titolare a sinistra - non ha saputo sfruttare oltre 70 minuti di superiorità numerica. A maggior ragione nella ripresa, lungo la quale il Lugano non si è creato chance enormi, tolta una spizzata di testa di Steffen finita a lato.
Insomma, una brusca frenata per un Lugano piccolo che è riuscito nell'impresa di fare grande un GC in dieci.

