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Un iraniano a Lugano, ACB tra fallimento e fusione
Redazione
13 anni fa
Giorni intensi per il nostro calcio non solo a Bellinzona: cosa si cela dietro le quinte? Ecco qualche scenario.

È la settimana del Bellinzona: quella della “vita o morte”. Giovedì si saprà se i granata avranno un futuro o se invece falliranno. Intanto dietro ci si muove con una certa circospezione. Il nostro calcio è malato e bisogna fare qualcosa. Mercoledì c’è stata una prima riunione tra i vari rappresentanti delle quattro squadre (anche se il Bellinzona aveva al tavolo della trattative unicamente il presidente del settore allievi visto il momento delicato della società granata). La sensazione, che con il passare dei giorni sta diventando una certezza, è che tra Locarno e Bellinzona ci potrà essere più di una collaborazione. Ci sono già stati degli incontri e altri ce ne saranno. A Locarno non ci si sbilancia: come detto dal direttore sportivo Gabriele Gilardi giovedì a Fuorigioco, “aspettiamo il 29 aprile, poi se avremo la licenza ne riparleremo e sveleremo il nostro progetto”. Il progetto, nel caso di fallimento del Bellinzona, potrebbe essere proprio quello di un’unione delle forze con la capitale. Il Locarno da solo fa estremamente fatica e la soluzione di una fusione potrebbe essere quella giusta. Se il Chiasso per il momento sta alla finestra, a Lugano invece ci si sta muovendo per cercare di tornare a essere la società faro. Renzetti, sempre giovedì a Fuorigioco, aveva spiegato che in questo momento la società bianconera non è ancora attrezzata per fare da traino a tutto il movimento calcistico cantonale, ma che il tempo le darà ragione: il nuovo stadio e la forza della città saranno le armi per tornare a dominare in Ticino e essere protagonisti a livello nazionali. Intanto la notizia di oggi è quella di un personaggio iraniano, legato al mondo del calcio che vive in Svizzera, che si sarebbe interessato al Lugano. Il presidente Renzetti per ora minimizza: “In questo periodo molti manager si sono fatti avanti per cercare di capire se ci potesse essere una collaborazione con la nostra società. Come ho già detto sono aperto ad ascoltare tutti ma da qui a dire che esiste una trattativa ce ne corre”. L’iraniano, di cui si mantiene per ora il riserbo assoluto sul nome, ieri era comunque a Cornaredo. Sempre Renzetti: “Ci siamo incontrati il giorno prima e poi l’abbiamo invitato a vedere la partita. Ma nulla di più per il momento”. Anche perché per poter entrare nel Lugano bisogna rilevare la quota del 40% sempre in mano a Preziosi e per ora nessuno si è fatto ancora vivo dalle parti del presidente del Genoa. Si è invece palesato il fondo brasiliano interessato a Sadiku. “È un fondo che tratta giocatori e ci sarebbe l’interesse di portare Sadiku in Brasile. Ma non è l’unico: ce n’è anche uno internazionale con cui abbiamo parlato”. E anche da Bellinzona, il manager di Yakin e Andermatt si è fatto vivo, vero? “L’ho incontrato casualmente una volta e mi ha proposto una specie di collaborazione. Ma poi non l’ho più sentito. Ascoltiamo tutti poi decideremo cosa fare”. Luca Sciarini

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