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Un futuro stagionale ancora incerto
Un futuro stagionale ancora incerto
Un futuro stagionale ancora incerto
Redazione
6 anni fa
Il presidente di Swiss Rowing, l’avvocato ginevrino Stéphane Trachsler così si esprime dopo la recente decisione del Consiglio federale

La pandemia causata dal famigerato corona virus sta gradatamente allentando la presa. Come in quasi tutte le discipline sportive, anche il canottaggio ha sofferto maledettamente questo forzato stop. La recente decisione del consiglio federale di aprire le porte, seppure in forma graduale, è stata accolta con soddisfazione da dirigenti, allenatori e vogatori.

Il presidente di Swiss Rowing, l’avvocato ginevrino Stéphan Trachsel che a fine anno, unitamente al vice presidente Neville Tanzer, lascerà il mandato per raggiunti limiti statutari (in sostituzione si fa un nome di un ticinese, già attivo in un importante settore federale) ci ha concesso un’intervista che proponiamo ai lettori di Ticinonews.

Come ha vissuto questo periodo di stop?La preoccupazione di tutto il Direttorio di Swiss Rowing è stata la salute di tutti i vogatori. Ci siamo detti che, in questa crisi senza precedenti, restando uniti e solidali, remando cioè nella stessa direzione, avremmo potuto superare questa prova. La vita e le modalità di funzionamento della nostra comunità sono state profondamente modificate. L’Ufficio di Sarnen è stato chiuso anche se i funzionari preposti hanno saputo mantenere contatti regolari con l’Ufficio federale dello sport e Swiss Olympic, oltre che, evidentemente, con tutti i club.

Quali le prospettive della stagione?Pur con tutte le rassicurazioni da parte delle autorità federali, in questo momento non è possibile alcuna pianificazione. Tuttavia Swiss Rowing è pronta a riprendere non appena sarà del tutto normalizzata, attenendosi rigorosamente alle misure di sicurezza emanate dagli specialisti per contenere la diffusione del coronavirus. È nostra intenzione proporre in autunno i Campionati nazionali, inizialmente programmati a fine giugno. Mi risulta che anche il club di Cham è intenzionato a organizzare la sua tradizionale regata. Pure il Ticino vorrebbe, ammesso e non concesso, di individuare un spazio libero, far disputare i campionati cantonali, aperti anche ai sodalizi dell’interno.

Per quanto concerne gli eventi internazionali cosa ci può dire in proposito?Mi permetta di rivolgere un pensiero verso gli atleti dei club, agli atleti di punta che si stavano preparando con assiduità e motivazione per la stagione 2020. Dopo la cancellazione della Coppa della gioventù alla quale erano interessati anche alcuni vogatori ticinesi, dei campionati del mondo di Bled riservati alle discipline non olimpiche, della regata juniori di Monaco e di molti altri eventi, gli obiettivi si stanno purtroppo riducendo. Sono per ora mantenuti i campionati europei U23 in programma il 5 e 6 settembre e i campionati europei juniori di Duisburg (26-27 settembre) e i campionati europei élite e pesi leggeri di Poznan (9-11 ottobre). So che alcuni hanno l’impressione che la terra si stia sgretolando sotto i loro piedi: in questa situazione bisogna rimanere ottimisti e mostrare la forza mentale che si dimostra in gara. È importante rimanere in forma e motivati per rispondere a qualsiasi cambiamento della situazione ed essere pronti al momento opportuno.

E gli olimpionici come si stanno comportando?A loro vada il mio più vivo compiacimento per aver saputo lavorare duramente per uno o più cicli tenendo sempre accesa la fiamma del loro sogno nonostante il rinvio di un anno dei Giochi olimpici. Si sono allenati in circostanze scomode in stretta collaborazione con i loro allenatori. Dopo tanto sforzo, è importante rimanere motivati per non rischiare di avere rimpianti.

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