
Una sala gremita, un entusiasmo debordante, una voglia di hockey che sta lentamente riaffiorando. Ad Ambrì, dopo una stagione deludente e difficile, c’è tanta voglia di riscatto. Nella dirigenza, nei giocatori e nella tifoseria.Ieri sera nella sala della Sopracenerina di Locarno l’Ambrì ha presentato a tifosi e stampa la nuova stagione che debutterà il 10 settembre. Il presidente Filippo Lombardi, il direttore generale Jean Jacques Aeschlimann e l’allenatore/direttore sportivo Benoit Laporte sono tornati sulla scorsa stagione ma soprattutto hanno tracciato le linee guida per il prossimo campionato e per un progetto quinquennale che sembra veramente decollato.Le parole del presidente Filippo Lombardi sono esplicite: "Sappiamo benissimo che questa sarà la stagione nella quale non ci sarà più perdonato nessun tipo di errore. Questo dev’essere l’anno del rilancio. So che molti credono che lo scorso campionato sia stato il peggiore nella storia dell’Ambrì, che sia stato un fallimento totale, ma noi invece pensiamo che quell’esperienza ci sarà molto utile. Abbiamo imparato tutti tantissimo, sia noi come dirigenza, sia lo staff tecnico". Presidente cosa significa a livello di ambizioni questa voglia di “rilancio”? “Significa voler migliorare il risultato dello scorso anno, senza per questo metterci pressione per ottenere i playoff. Siamo convinti di aver allestito una squadra con maggior talento rispetto al passato e questo era senza dubbio il nostro primo obiettivo. Ora tocca ai giocatori in pista”.L’Ambrì sta lavorando alacremente anche nelle “retrovie”: con la ristrutturazione della Valascia e nel settore allievi. “Per quando riguarda la Valascia abbiamo iniziato con il togliere l’ammoniaca dal ghiaccio e fare altri piccoli aggiustamenti. Dal prossimo anno inizieranno i lavori veri e propri che modificheranno sensibilmente l’aspetto della nostra pista. Dobbiamo ancora parlare con il Consiglio di Stato per vedere l’aiuto che potremo ottenere: ci contiamo parecchio, visto che l’Ambrì e rispettivamente la Valascia sono molto importanti nel contesto della Leventina. Penso che su questo saranno tutti d’accordo. Per ciò che concerne invece il settore allievi abbiamo un nuovo direttore nella persona di Peter Baldinger, che aveva fatto un gran lavoro con il Visp, mentre abbiamo apprezzato tantissimo ciò che ha fatto finora Luca Cereda, che tra l’altro è stato anche nominato assistant-coach della nazionale Under 16”. Una volta presentate la squadra Elite di Luca Cereda e la prima squadra di Laporte, è poi arrivato il momento di avvicinare quelli che saranno i protagonisti sul ghiaccio e in panchina. Su tutti naturalmente Benoit Laporte: “Io sono un allenatore felice, anche perché penso che ci siamo mossi bene sul mercato. Siamo stati anche fortunati in un paio di occasioni ma sono convinto che questa è una squadra giovane che può crescere ancora. Voglio anche ringraziare Luca Cereda e il mio braccio destro Diego Scandella che stanno facendo un lavoro eccezionale”. Nelle amichevoli bene l’attacco, più in difficoltà invece la difesa. “Beh, è normale, visto che nelle retrovie abbiamo giocatori giovani che hanno bisogno di maturare ancora esperienze importanti. Sono però tutti ragazzi di grande qualità, forse non fortissimi fisicamente, ma molto tecnici e rapidi. Sono certo che presto fanno molto bene anche loro”. Laporte non è più quello della scorsa stagione: un anno lo ha cambiato. Ma come? “Penso di essere diventato più riflessivo e meno impulsivo, sia nella gestione della squadra che nei rapporti al di fuori del ghiaccio. La mentalità ticinese non è facilissima da capire, ma ora mi sento bene integrato e penso che anche questo mi aiuterà tantissimo”. Tornato in grande forma, con sei chili in meno rispetto allo scorso inizio di campionato, Erik Westrum ha tanta voglia di tornare a fare la differenza. “Sto bene, sono motivatissimo, anche perch
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