
Sono ormai passate le 23, a Bellinzona se ne stanno andando tutti. Qualcuno alla chetichella, altri scortati dalla polizia. L'arbitro Laperrière e i suoi collaboratori attendono un segnale per poter uscire dal loro spogliatoio ed imboccare una strada 'alternativa' per raggiungere la vettura, per altro presa di mira dai tifosi granata, che le hanno tagliato le gomme. Carlo Tebi, invece, è ancora nello stadio. Seduto con il fido Ardemagni in un angolino della tribuna non si da pace per la sconfitta col San Gallo. Non ha nessuno voglia di parlare, tanto meno con i rappresentanti della stampa. Poi, però, cambia idea e molto cortesemente dice: "Faccio una dichiarazione, ma non rispondo a nessuna domana. Non ne ho assolutamente la forza e la voglia. Sono troppo abbattuto moralmente. Io e i miei collaboratori ancora non ci capacitiamo per quello che è successo stasera...". E poi, dopo qualche tentennamento, snocciola parole dure, significative ed anche sorprendenti. "Nella mia carriera calcistica non ho mai subito una simile umiliazione da un arbitro. Mai. Perdere dopo aver giocato una partita regolare non mi dà assolutamente fastidio, e non ho nessun problema ad ammettere una sconfitta. Ma qui le cose sono ben diverse: il signor Laperrière ha voluto far perdere la mia squadra! Il rigore negato al Bellinzona per il fallo su Feltscher e quello concesso al San Gallo sono la dimostrazione che vogliono mandare in B il Bellinzona. Non ci sono altre spiegazioni. Tutti hanno visto quello che è successo... Soprattutto gli ispettori degli arbitri presenti in tribuna. Una vergogna, e mi scuso per questa espressione. Anche contro di me Laperrière ha voluto strafare solo perchè cercavo di smorzare i toni accessi". E continua: " Questo è un'insulto al popolo ticinese, un umiliazione in tutti i sensi. Non me l'aspettavo che in un paese come la Svizzera potessero succedere cose del genere!". Il presidente Gabriele Giulini non sposa la tesi del complotto, anche se annuncia un esposto alla federazione: "Se ci fosse una congiura contro l'ACB, sarebbe molto triste. Non riesco ad immaginarlo e a pensarlo. Di certo ci faremo sentire, non lasceremo che in futuro ci trattino come ci hanno trattato Laperrière e i suoi collaboratori. Adesso si fa dura, anche se credo che abbiamo ancora possibilità di farcela". Mauro Antonini
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