
È di ieri, lunedì, la notizia che Sven-Göran Eriksson è morto all'età di 76 anni per un cancro al pancreas. L'ex allenatore - che durante la sua carriera ha guidato Roma, Fiorentina, Lazio e la nazionale inglese - è stato ricordato dal conduttore Stefano Sala - che lo aveva intervistato da giovane - e dall'ex calciatore Kubilay Türkyılmaz nella puntata di Fuorigioco di ieri sera su TeleTicino. "Una persona a modo, pacata che sapeva metterti a tuo agio e che mancherà in questo calcio", ha commentato Sala, che ha chiesto a "Kubi" di condividere il suo ricordo del defunto coach, che aveva conosciuto. "Io l’ho conosciuto velocemente nell’89 quando era allenatore della Fiorentina e venne a vedere una mia partita per giudicare il fatto se portarmi o no nella squadra. Dopo la partita mi ha detto che avevo giocato abbastanza bene e avevo toccato pochi palloni, ma quei pochi che avevo toccato li avevo sfruttati alla grande e che mi avrebbe tenuto sotto osservazione. Da lì non ci siamo più visti e io sono andato al Ginevra e lui alla Lazio", racconta Türkyılmaz.
"Per me è stato un onore"
"Per me è stato un onore - continua Kubi - che un allenatore così è venuto a vedermi e mi ha dato il suo giudizio e quindi gli ho dato ragione e gli ho detto che avrei cercato di migliorare. È un allenatore 'Lord', un gentiluomo nel parlare e nel comunicare anche con i suoi giocatori". "Parlando con alcuni giocatori che lo hanno avuto alla Lazio e alla Sampdoria con Vialli e Mancini mi raccontavano che è una persona eccezionale a cui non puoi non volergli bene per questo suo modo di fare che non è mai arrabbiato", aggiunge l'ex attaccante. "Grande rispetto per un allenatore e una persona veramente eccezionale", conclude Türkyılmaz.

