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IL FUTURO DI CEREDA
Trenta giorni di silenzio: perché?
Cereda resta oppure va? I giorni passano ma la risposta non arriva e i tifosi iniziano a spazientirsi

"Io farò le mie riflessioni, il club farà le sue". 

Una picconata sganciata su certezze che sembravano granitiche, uno scenario che neppure i suoi più coriacei contestatori avevano forse davvero preso in considerazione.

Luca Cereda se ne va?

Ma cosa è?

Una boutade frutto della delusione del momento, una dichiarazione d'intenti oppure ancora una mossa mediatica calcolata?

Due marzo 2023, il derby perso contro il Lugano ha appena escluso dai preplayoff l'Ambrì Piotta.

Il coach si presenta ai microfoni di TeleTicino, dapprima smentisce contatti con altre squadre ma poi ipotizza un futuro diverso, per sé e per l'Ambrì Piotta.

Nessuno lo forza ad addentrarsi nel suo ragionamento, le parole escono di getto dalla bocca dell'uomo di Sementina. 

Parole che pesano, che sorprendono. Sì perchè Cereda davanti ai microfoni (al di là di rari momenti di umana rabbia) è sempre stato molto attento, misurato, poco propenso a regalare colpi di teatro e, a costo di risultare anche monotono, sempre fedele ai suoi storici messaggi (identità, provenienza, lavoro).

E allora cosa è successo quella sera del 2 marzo?

Una boutade frutto della delusione del momento, una dichiarazione d'intenti oppure ancora una mossa mediatica calcolata?

Dall'ultima partita di campionato, il 4 marzo a Rapperswil, sono passati esattamente 30 giorni. Trenta giorni di silenzio.

Un mese in cui il silenzio ha lasciato pista libera a speculazioni di ogni genere.

Rimane ad Ambrì?

Va a Davos? (No, i grigionesi hanno scelto Holden).

Va a Berna?

Va in nazionale? (Ci andrà di certo ma, per ora, solo al fianco di Fischer per il camp pre-mondiali)

Al di là di questi (inevitabili) rumors di mercato, le vere domande da porsi sono altre:

1.  a chi giova questa fase di stallo dove a regnare è l’incertezza, il dubbio?

2.  a chi spetta la decisione finale? Sarà Cereda a salutare tutti o il club a congedarlo?

3.  se dovessero proseguire assieme, Ambrì e Cereda, come spiegheranno queste lunghe settimane di silenzio?

Il presidente Lombardi di norma risoluto e pragmatico in questo periodo ha mantenuto un insolito basso profilo.

Il 16 marzo scorso a Fuorigioco, sul futuro di Cereda, è stato particolarmente prudente. Definire le risposte ottenute come evasive è troppo ma non ci si discosterebbe neppure molto dalla realtà.

Nel frattempo i tifosi biancoblù restano alla finestra.

C’è chi spera di voltare pagina, chi di continuare sulla strada tracciata.

Tutti, nessuno escluso, dopo 30 giorni vogliono sapere chi guiderà la loro squadra del cuore.

Una comunicazione chiara e trasparente deve arrivare presto, in modo tale da sgomberare anche il campo da un’ipotesi poco gradevole: che a decidere chi sarà l’allenatore dell’Ambrì non sia l’Ambrì stesso ma un altro club o la federazione svizzera di hockey.