
Possiamo dire che è stata una tua richiesta quella di lasciare Lugano?
"Da una parte sì, da un'altra non sono neanche stato voluto. Dopo le dichiarazioni che sono state fatte negli ultimi mesi ho veramente patito, e pure la mia famiglia. Sono cose che mi sono pesate tantissimo. Le scuse non sono arrivate nemmeno a fine stagione e la volontà era quella di partire. Ho messo davanti anche un po' l'orgoglio, che è stato parecchio ferito, perché le cose sono sempre state dette dietro la schiena e mai in faccia e quindi è per questo che ho preso una scelta dolorosa. Non vedevo motivo di lasciare Lugano, in questi 3 anni ho instaurato dei rapporti bellissimi e conosciuto tantissima gente. Avevo altri piani, sognavo una grande Lugano con parecchi ticinesi ma non tutti i sogni si possono realizzare."
Hai provato ad appianare la situazione?
"Mi è bastato arrivare al colloquio dopo la Coppa, lì avevo già capito che comunque chi di dovere non si è assunto le sue colpe e non ha chiesto scusa, accusando ancora i giornalisti di aver scritto il falso. A quel punto ho veramente chiuso la porta. Sarei stato disposto ancora a restare ma dopo quello che è successo ho espresso la mia volontà di partire."
Cosa ne pensi della sistemazione a Thun?
"La sistemazione a Thun è ottima, dopo una settimana difficile dove comunque mi era stato detto che era tutto a posto ma ho dovuto aspettare ancora qualche giorno fino all'ufficialità. Ho trovato un ambiente tranquillo e soprattutto professionale. Con Gerber e Saibene ho parlato più volte e sento tanta fiducia e rispetto per la mia persona ed è quello di cui avevo bisogno in questo momento."
Possiamo dire che lasci Lugano con un po' di amarezza?
"Sì, a me piange il cuore, ho preso una decisione molto dura perché comunque ho legato tantissimo con i tifosi e con la piazza che mi ha sempre sostenuto nel bene e nel male. Ho lasciato di nuovo la mia famiglia e la mia ragazza, sono tutte cose che fanno soffrire un calciatore, è stata una decisione abbastanza drastica e questo vuol dire che i motivi c'erano, eccome. Ho messo dei valori avanti a tutto il resto."
Se potessi tornare indietro c'è qualcosa che cambieresti?
"Ho sempre cercato di dare il massimo e farmi trovare pronto e penso, in parte, di esserci riuscito. Mi aspettavo un po' più da me stesso in questa stagione, al di là del minutaggio che non mi ha soddisfatto, ma potevo sfruttare meglio alcune occasioni ed essere più decisivo per la squadra. Vorrei cambiare gli ultimi mesi, non voglio dire che non ho vissuto dei bei momenti perché ci sono stati, quelli con la squadra, anche la finale di Coppa nonostante l'esito. Ma gli ultimi mesi fuori dal campo sono da cancellare, ho sofferto fin troppo.
Il fatto che Zeman ti abbia dato poco spazio ha influito sulla scelta di partire?
"Sinceramente no, perché Zeman con me, a differenza di qualcun altro, è stato coerente, mi ha sempre detto quello che pensava su di me molto apertamente. Ho accettato, magari non ho condiviso, perché ognuno ci tiene a giocare sempre dall'inizio ma ho accettato la sua visione del calcio e le sue gerarchie. Non ho mai bussato alla porta, non ho mai fatto richieste, non mi sono mai lamentato e ho sempre cercato di farmi trovare pronto così da aiutare la squadra per ottenere quella salvezza che tanto volevamo."
Cosa ne pensi della scelta di Manzo?
"Devo essere sincero, sono molto contento per lui, è una grandissima occasione. Non mi stupisce perché ha lavorato molto bene con l'U21 e aveva già instaurato un ottimo rapporto con noi della prima squadra. Ha tutte le carte in regola per fare bene e gli faccio un grosso in bocca al lupo."
Quali sono le condizioni per rivedere Matteo Tosetti a Lugano un giorno?
"Questa domanda lascia il tempo che trova, sono concentrato qui e sento tanta fiducia. Mi hanno fatto un contratto a lunga durata e questo vuol dire che contano su di me, tocca al sottoscritto sfruttare questa occasione. Per quello che succederà in futuro ci penserò più avanti."
Sere
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