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Tirapelle: “Penso solo al campo”
Tirapelle: “Penso solo al campo”
Tirapelle: “Penso solo al campo”
Redazione
11 anni fa
Motivato e ottimista, il tecnico veronese Luigi Tirapelle inizia oggi la sua nuova avventura sulla panchina che “scotta” del Locarno.

Motivato e ottimista, il tecnico veronese Luigi Tirapelle inizia oggi la sua nuova avventura sulla panchina che “scotta” del Locarno

Stamattina la prima riunione tecnica con lo staff tecnico, nel pomeriggio l’incontro con il direttore sportivo Paolo Ostinelli per il discorso mercato. Per Luigi Tirapelle, neo tecnico del Locarno, è una giornata decisamente piena quella che segna l’inizio della sua nuova avventura sportiva. Allenare il club del Verbano non sarà facile visti i precedenti: in un anno e mezzo, per un motivo o per l’altro, il presidente Nicora si è visto costretto a cambiare ben cinque allenatori. Nell’ordine Schönwetter, Kurz, Ragini, De Marchi e, dulcis in fundo, Chiappa. Tifoseria e dirigenti si augurano perciò che il nuovo arrivato sappia restare più a lungo dei suoi predecessori. Tirapelle, ex giocatore di Legnano, Solbiatese , Chiasso e Agno, ed ex tecnico del Chiasso (prima squadra e settore allievi) nonché del Mendrisio e del Balerna, ha firmato un contratto sino a giugno. Poi, in base, ai risultati si vedrà. Per la cronaca: l’ex rossoblù ha vinto la concorrenza di Sergio Zanetti, altro candidato alla panchina verbanese.

Mister: non la spaventa allenare una squadra che nelle ultime due stagioni ha avuto grossi problemi sia sul piano sportivo sia societario?Dopo aver parlato con Paolo Ostinelli, che avevo conosciuto a Lugano qualche anno fa, ho deciso che Locarno avrebbe fatto al mio caso. Mi mancava il contatto quotidiano con una squadra di attivi, avevo voglia di rimettermi in gioco dopo aver collaborato con il settore allievi del Chiasso, un club sono legatissimo e che conosco da 20 anni. Tutto il resto con conta. Per il sottoscritto conta solo il campo. So che la società si sta organizzando con grande impegno per darsi una struttura adeguata e ciò mi basta.

Quella del Locarno è comunque una panchina difficile.Non conosco le dinamiche che hanno caratterizzato le due ultime stagioni. Preferisco concentrami sul mio lavoro e sul futuro della squadra.

Cosa le hanno chiesto i dirigenti?Il primo obiettivo è quello di salvare il Locarno, che attualmente ha solo tre punti sulla penultima. Ma credo che la rosa attuale abbia le potenzialità per staccarsi presto dalla zona a rischio.Lei conosce già qualche giocatore?Ho già lavorato con alcuni e in particolare Regazzi e Manfreda. Ma questa rosa per me non è una novità. Vista la mia lunga frequentazione dei vostri campi, il calcio ticinese per me non ha segreti

Contratto valido sino a giugno. Poi?Ci siederemo attorno ad un tavolo e valuteremo la situazione. Ma per il momento mi interessa solo il presente e cioè fare bene a Locarno.

Nella sua ventennale esperienza ticinese, Tirapelle ha vissuto parecchie situazioni particolari.E una merita di essere raccontata. Nel 2005 subentrai a Roberto Galia sulla panchina del Chiasso. Il primo avversario fu il Sion, la squadra più forte del torneo cadetto. Ebbene: vincemmo 1-0 e al termine del match il presidente Constantin si arrabbiò tantissimo con i suo giocatori. La sua voce era talmente alterata che lo sentivamo dal nostro spogliatoio. Esordio col botto, insomma…

M.A.

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