
Per un pelo, o meglio per soli sette centesimi, Tina Maze ha conquistato una seconda medaglia d'oro alle Olimpiadi di Sochi. Nel gigante di oggi la slovena allenata dal ticinese Mauro Pini ha dominato la prima manche ed ha poi strenuamente difeso il vantaggio nella seconda. Solo nona Lara Gut, decima Dominique Gisin.
Al termine della prima manche, Lara Gut aveva dichiarato di voler dare il tutto per tutto nella seconda prova. E con il suo sedicesimo posto parziale, in ritardo di 2 secondi e 66 centesimi dalla Maze, non poteva fare altrimenti. In ogni caso la sciatrice di Comano ha mantenuto la promessa, disputando una manche strepitosa. Solo la tedesca Regensburg ha saputo fare meglio della svizzera.
Ma l'illusione di una miracolosa scalata verso il podio, per la Gut, è durata solo lo spazio di alcune sciatrici. Perché una volta che hanno iniziato a scendere le meglio piazzate, il sogno di una medaglia si è velocemente infranto.
Sul podio accanto a Tina Maze sono quindi salite l'austriaca Anna Fenninger, seconda a sette centesimi, e la tedesca Viktoria Regensburg, terza a 27 centesimi. Lara Gut, come detto, ha concluso in nona posizione, a 1 secondo e 77 centesimi, davanti alla Gisin, staccata di 2 e 71.
"Sapevamo che il vantaggio della prima manche non rappresentava una garanzia, perché con questa neve molto bagnata la pista si rovina in fretta" ha dichiarato l'allenatore di Tina Maze, Mauro Pini, felice per questo secondo oro.
Una medaglia che, per colui che era stato chiamato a risollevare la disastrosa stagione della Maze, profuma già di riconferma.
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