
Chi sono i tennisti implicati nello scandalo di corruzione portato alla luce dalla BBC e da Buzzfeed News?
Certezze non ve ne sono ancora, ma oggi il Blick ha tirato fuori due liste pubblicate nel 2011 dal quotidiano svedese "Svenska Dagbladet", una "lista nera" e una "lista dei sospetti", che comprendono i nomi di 41 tennisti che allora erano accusati di avere truccato delle partite.
Una lista che ai tempi era presto stata dimenticata, ma che oggi, alla luce delle rivelazioni provenienti da Oltre Manica, assume tutto un altro valore.
Vi si ritrova infatti il vincitore di un US Open citato dai media britannici, ovvero il croato Marin Cilic. E vi si ritrovano inoltre numerosi tennisti attualmente piazzati nelle prime 50 posizioni della classifica. Figura pure il nome di una tennista italo-svizzera, Romina Oprandi, la quale aveva ammesso già nel 2011 di avere ricevuto offerte per truccare delle partite, ma di averle rifiutate e subito segnalate alle autorità. "Forse il solo fatto di essere stata contattata è sufficiente per finire sulla lista" aveva dichiarato allora Oprandi.
È quindi presto per tirare delle conclusioni. Resta però il fatto che, curiosamente, vi sono molti aspetti in comune tra le rivelazioni dell'altro giorno di BBC e Buzzfeed News e quelle del 2011 del Svenska Dagbladet. Solo coincidenze?
La lista nera del 2011Philipp Kohlschreiber, Potito Starace, Andreas Seppi, Fabio Fognini, Janko Tipsarevic, Michael Llodra, Nikolay Davydenko, Teymuraz Gabashvili, Victor Crivoi, Christophe Rochus, Oscar Hernandez, Yevgeny Korolev, Filippo Volandri, Wayne Odesnik, Victoria Azarenka, Agnieszka Radwanska, Francesca Schiavone, Sara Errani, Maria Kirilenko, Kateryna Bondarenko.
La lista dei sospetti del 2011Brian Dabul, Eduardo Scwhank, Jeremy Chardy, Simone Bolelli, Lukasz Kubot, Carlos Berlocq, Igor Kunitsyn, Andrey Golubev, Alex Bogomolov, Somdev Devvarman, Steve Darcis, Marin Cilic, Flavio Cipolla, Ivo Karlovic, Viktor Troicki, Flavia Pennetta, Roberta Vinci, Virginie Razzano, Romina Oprandi, Dominika Cibulkova, Eleni Daniilidou.
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