
Continua a colpi di esposti in pretura la battaglia in seno al Team Ticino.
Da una parte Lugano e Chiasso, dall'altra, sempre più battagliero, il Bellinzona.
Dopo aver già chiamato in causa il pretore della capitale per quanto riguarda l'adozione dei nuovi statuti, i granata rilanciano su un altro fronte.
Questa volta di mezzo c'è la cessione di credito (o mandato d'incasso? Fra le parti si dibatte anche su questo) che il vecchio comitato del Team Ticino aveva affidato all'ACB per recuperare quegli ormai famosi 600mila franchi del fondo di solidarietà UEFA che il Lugano aveva incassato due stagioni fa.
Ricordiamo che secondo il club bianconero quel denaro doveva restare nelle casse del Lugano, mentre secondo il Bellinzona quell'importo doveva invece spettare al Team Ticino.
Nel corso dell'ultimo comitato la maggioranza aveva deciso di revocare al Bellinzona questo mandato. Una revoca che spinse Facchin e Censi a lasciare l'aula infuriati.
La faccenda non si è tuttavia chiusa lì. Ritenendo arbitrario l'agire del comitato, la società bellinzonese ha infatti deciso di rivolgersi nuovamente al pretore per far valere le proprie ragioni.
In questo senso una nuova udienza davanti al pretore della capitale è prevista già nelle prossime settimane.
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