
Parlare di clima rasserenato è sbagliato. Semplicemente ieri sera, negli uffici di Cornaredo, Lugano e Bellinzona hanno deciso per una tregua armata.
La battaglia fra sotto- e sopracenerini per le ormai arcinote vicende continua. La proposta bianconera è però quella di scorporare i contenziosi con l’ACB dalla gestione corrente e strategica del Team Ticino. L’idea è quella di vedersi nelle prossime settimane per degli incontri bilaterali senza coinvolgere tutte le parti attive nel parternariato. Se si troverà un punto d’intesa, bene, altrimenti, come sempre comunque probabile, a decidere sulle tre cause in corso sarà un pretore.
Nel frattempo si inizia a lavorare sul Team Ticino che verrà. Fondamentalmente c’è da trovare nuovi accordi ed equilibri su tutto. Malgrado la guerre verbale e legale in corso, al centro resta il gioco del pallone. In questo senso una delle suggestioni riguarderebbe un nuovo modo di gestire le questioni tecniche, con il direttore che verrebbe affiancato da una preposta commissione formata unicamente da 4/5 membri, evidentemente in rappresentanza di ogni socio. Una modalità questa, già applicata in altri parternariati, che da una parte limita i poteri decisionali del direttore ma dall’altra lo tutela anche in caso di controversie.
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