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"Tamponi ogni 3 giorni: protocollo inapplicabile"
"Tamponi ogni 3 giorni: protocollo inapplicabile"
"Tamponi ogni 3 giorni: protocollo inapplicabile"
Redazione
6 anni fa
Ieri sera a "Fuorigioco@home" è intervenuto il team doctor dell'FC Lugano Marco Marano

Ieri sera a “Fuorigioco@home” (puoi rivedere la puntata stasera alle 23:40 su TeleTicino oppure cliccando qui) è intervenuto Marco Marano, team doctor dell'FC Lugano.Con Marano abbiamo discusso dell'ormai celeberrimo protocollo di ripresa varato dalla SFL.

“Dobbiamo partire da un presupposto chiaro: i giocatori non sono super eroi, anche loro si possono ammalare, i protocolli nascono dal prinicipio di preservare la loro salute. Quanto prescritto prevede due fasi: accertare il loro stato di salute prima della ripresa e continuare poi a farlo durante il campionato.”

Due fasi dunque distinte...“Nella prima si svolgono tutti i test atti a capire se un giocatore è stato infettato e se riporta dei postumi legati all'infezione. Conosciamo poco di questo virus, non sappiamo se provoca patologie croniche che creano problemi a settimane o mesi di distanza. Alcuni studi recenti hanno anche mostrato che possono esserci gravi ripercussioni per cuore, fegato, sistema nervoso. Ecco perchè prima di dare l'idoneità, dobbiamo per forza sottoporre i giocatori a numerosi nuovi esami.”

La seconda fase non è di certo meno complessa...“Lo scopo principale sarà quello di fare in modo che nessun elemento di nessuna squadra si infetti. Per me, francamente, ciò è quasi impossibile. Il calcio è e rimane uno sport di contatto. È previsto che per assicurarsi che nessuno sia ammalato si facciano tamponi ogni 3 giorni.”

Sembra un percorso irto di ostacoli...“Se devo rispondere io, questi protocolli sono inapplicabili. E lo dico in base a criteri scientifici, economici ed etici. Dietro questi protocolli ci sono idee che si scontrano con la realtà. Pensiamo solo all'ipotesi di fare tamponi ogni due o tre giorni: al di là di tutto anche solo reperirli è difficile.”

A Marano poi l'iter promosso dalla SFL lascia l'amaro in bocca...“I medici dei club non sono stati coinvolti. Siamo venuti a conoscenza dei protocolli a cose fatte. Sul campo ci siamo noi, potevamo portare la nostra esperienza. Alcuni aspetti non sono fattibili per la realtà svizzera e onestamente sarebbe stato meglio neppure scriverli...”

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