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Tami vuole 18 squadre in Super League
Tami vuole 18 squadre in Super League
Tami vuole 18 squadre in Super League
Redazione
10 anni fa
L'allenatore ticinese del Grasshopper spiega perché "è tempo di rivedere la formula del campionato svizzero"

È tempo di cambiare la formula del campionato svizzero di calcio? Sì, secondo l'allenatore ticinese del Grasshopper, Pierluigi Tami, il quale in un articolo pubblicato sul Caffè di oggi propone di allargare la Super League, passando da 10 a 18 squadre.

Tami esordisce citando l'esempio austriaco, "dove si passerà presto a un massimo campionato a 18 squadre e la motivazione che ha spinto al cambiamento è il fatto che, ormai da qualche stagione, l'unico motivo di interesse agonistico è la lotta per non retrocedere, che coinvolge 9 delle 10 squadre, mentre il Salisburgo domina."

"Il momento di una seria riflessione è giunto anche in Svizzera" prosegue Tami, "dopo diverse stagioni in cui la formula 10 squadre in Super League e 10 in Challenge League ha contribuito a migliorare il livello generale delle squadre."

"Le formule possibili sono diverse" scrive Tami. "Quelle con una Super League a 12 o 14 squadre imporrebbero di disputare i playoff, ma credo che il calcio svizzero sia matura per un ulteriore passo avanti, ossia scegliere la "via austriaca" di un torneo a 18 squadre."

"Oggi la struttura elvetica vede 36 squadre disputare campionati su scala nazionale: 10 in Super League, 10 in Challenge League e 16 in Promotion League" prosegue l'allenatore del GC. "E tra di esse si trovano diverse squadre di forte tradizione, alcune addirittura con stadi nuovi, altre con progetti di nuove strutture già in fase di realizzazione. Si tratta di rimettere in gioco i valori in campo, dando più pepe al campionato stesso, magari permettendo a squadre nuove di inserirsi nella lotta per vincere il titolo. Perché anche in Svizzera il divario economico tra squadre come il Basilea e "il resto del mondo" sta diventando un divario sportivo sempre più ampio. In Challenge League, poi, gli ultimi anni hanno visto le squadre professionalizzarsi sempre di più e la differenza di qualità con il massimo campionato è spesso limitata. Passare a 18 squadre in Super League, insomma, non è un'idea fuori luogo."

"Le squadre "dominanti" dovranno farsene una ragione" conclude Tami. "Soprattutto perché hanno guadagnato dalle loro vittorie. Il Bayern, ad esempio, incassa fior di diritti televisivi grazie ai suoi successi. Che ha meritato, ma che deve essere sportivamente disposto a rimettere in gioco."

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