
Pierluigi Tami è intervenuto davanti ai media a Belek, in Turchia, per fare il punto della situazione alla vigilia dei prossimi impegni della Nazionale svizzera in Nations League. Inevitabilmente, gran parte delle domande si è concentrata sul caso Granit Xhaka e sulla sua assenza dai prossimi appuntamenti della selezione. Tami ha spiegato di essere stato informato della vicenda sulla falsificazione del certificato Covid-19 già dalla fine della scorsa settimana e ha apprezzato il modo in cui il capitano ha assunto la responsabilità delle proprie azioni. «Tutti possono commettere errori, ma non tutti se ne assumono la responsabilità. Apprezzo la sua reazione», ha dichiarato.
Il paragone con il caso Fischer
Secondo l'Associazione Svizzera di Calcio (ASF) ci sono delle differenze tra il caso di Granit Xhaka e quello del commissario tecnico della nazionale di hockey su ghiaccio Patrick Fischer. Fischer era finito sotto i riflettori per un certificato di vaccinazione acquistato in relazione alle Olimpiadi, Xhaka, invece, non ha avuto bisogno del certificato Covid falsificato per un’attività o un evento della nazionale. «Vedo grandi differenze tra i due casi», ha dichiarato il presidente dell’ASF Peter Knäbel. Nel 2022, Xhaka non ha avuto bisogno del certificato di vaccinazione né per un torneo, né per le partite internazionali. All’epoca, l’ASF aveva certamente emanato una raccomandazione di vaccinazione, «ma non un obbligo vaccinale». Anche Tami sottolinea che la vaccinazione non era obbligatoria per i giocatori. «Era una questione privata che non aveva nulla a che vedere con la Nazionale. L’ASF non ha imposto nulla a nessuno».
L'assenza di Xhaka
Tami ha dichiarato che, per lui, la questione è «chiusa» dopo la dichiarazione pubblica di Xhaka. Sul piano sportivo, però, la sua assenza rappresenta una perdita importante: «La cosa più importante è che Xhaka non sarà a disposizione come leader nelle prossime partite». La Svizzera dovrà quindi fare a meno di un elemento centrale e, contemporaneamente, valorizzare i nuovi giocatori presenti nel gruppo.
Akanji possibile nuovo capitano?
La fascia di capitano potrebbe finire nuovamente sul braccio di Manuel Akanji, che aveva già indossato nel recente pareggio (0-0) contro la Norvegia. Tami ha però sottolineato il ruolo dell’intero gruppo: «I giocatori esperti come Akanji, Kobel, Freuler e Rodriguez devono fare ancora di più. Ma siamo un gruppo numeroso e ognuno deve dare il proprio contributo». Tra i giocatori che potrebbero avere maggiori responsabilità c’è anche Ardon Jashari, ma Tami ha evitato di parlare di vincitori o beneficiari della situazione. «Questo caso non porta vincitori. È chiaro però che qualcuno dovrà sostituirlo in campo. Vedremo chi sarà», ha spiegato. Secondo Tami, sarà interessante osservare come la squadra riuscirà a giocare senza uno dei suoi elementi più importanti: «Questo può accadere anche in futuro, per cui è un’opportunità».

