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Tami si traveste da Zeman
Redazione
11 anni fa
Il suo GC ha l’attacco più prolifico e la difesa più battuta. E sabato aspetta il Lugano...

Dopo tre giornate di Super League il Grasshopper è secondo in classifica (con 6 punti) alle spalle del Basilea, con l’attacco più prolifico (10 gol) e la difesa più perforata (8 gol, come il Thun).

Numeri che farebbero invidia a Zeman, uno che ha sempre segnato e subito tanto e che invece per ora con il suo Lugano ha segnato solo tre gol (due su rigore) e subito cinque reti.

Tami, felice di questi numeri?

“Della classifica sì, anche se sarebbe stato meglio essere secondi a tre giornate dalla fine e non dopo tre sole partite. A parte gli scherzi…sì, sono felice, anche perché non era scontato partire così bene”.

Tanti gol fatti ma anche tanti subiti. Vuole fare concorrenza a Zeman?

“(Ride) Sono contento perché ho una squadra che gioca a calcio, che ama proporre il proprio gioco. Sono felice anche per i nostri tifosi, che si meritano di vedere un bello spettacolo. Detto questo è vero che manchiamo ancora un po’ di equilibrio: nel calcio non si può pensare solo ad attaccare: si difende tutti assieme e anche noi dobbiamo imparare a farlo”.

Dopo questa partenza cambiano gli obiettivi?

“Assolutamente no. L’obiettivo della società è quello di inserire in prima squadra i giovani del nostro vivaio ed è quello che stiamo facendo. Siamo la squadra più giovane e anche quella più rivoluzionata, oltre a quella che ha il contingente più ristretto di tutta la Super League. La speranza è quella di non avere troppi infortunati, altrimenti saranno problemi”.

Lei è sempre felice di aver lasciato la federazione per sedere sulla panchina del GC?

“'Sì, sono felicissimo, per me era il momento giusto per raccogliere una nuova sfida. Non finirò mai di ringraziare la federazione svizzera che ha creduto in me e in questi dieci anni (sei alla guida dell’Under 21) mi ha permesso di vivere delle esperienze eccezionali, anche con la nazionale maggiore. Il mio lavoro era però diventato un po’ “routine” e sentivo l’esigenza di nuovi stimoli”.

Il suo collega dello Zurigo Urs Meier è stato licenziato proprio dopo il derby perso contro di voi: si avverte tanto in Super League la pressione del risultato?

“Io non credo che Meier sia stato licenziato per quel gol preso all’ultimo minuto contro di noi. Di solito quando si arriva a queste estreme soluzioni è perché dietro c’è forse dell’altro. Penso sia importante sapere cosa vuole la società, quali siano gli obiettivi realistici. In Svizzera purtroppo abbiamo preso le brutte abitudini di altri paese e quando non ci sono idee chiare o pianificazione si caccia l’allenatore”.

Torniamo alla squadra. Marko Basic, ex Lugano, come sta andando?

“Sta facendo molto bene, lo alleno solo da un mese ma ho capito che siamo davanti a un ottimo giocatore, un ragazzo serio e un vero professionista che ha già capito la categoria. Ci sarà sicuramente molto utile”.

È vero che il vostro attaccante di punta, Dabbur, potrebbe partire?

“Noi non vogliamo vendere nessuno, però dobbiamo renderci conto che fino al 31 agosto il mercato è aperto e che tutte le squadre svizzere rischiano di perdere qualche giocatore”.

Sabato al Letzigrund arriva il Lugano: vi sentite favoriti?

“Assolutamente no. Non capisco perché tutti la pensino così. Il Lugano sta facendo bene e contro il Vaduz ha disputato un’ottima partita. Oltretutto le squadre neopromosse godono sempre di un grande entusiasmo nella prima stagione e la squadra ha valori importanti”.

Di Zeman cosa pensa?

“Basta vedere cos’ha fatto in Italia per capire che siamo davanti a un grande allenatore. Sono sicuro che anche in Svizzera riuscirà a far passare la sua filosofia e lasciare un’impronta importante. Sarà fondamentale, come con tutti gli allenatori, che spogliatoio e società siano con il tecnico”.

L.S.

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