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Tami: "In tempi non sospetti avevo detto che poteva diventare dura"
Tami: "In tempi non sospetti avevo detto che poteva diventare dura"
Tami: "In tempi non sospetti avevo detto che poteva diventare dura"
Redazione
8 anni fa
Il 56enne locarnese è tornato a parlare ai microfoni di TeleTicino dopo l'esonero dal FC Lugano avvenuto il 9 aprile scorso

Pierluigi Tami è tornato a parlare ai microfoni di TeleTicino dopo l'esonero dal FC Lugano avvenuto il 9 aprile scorso. Una decisione, ricordiamo, scaturita della sesta sconfitta consecutiva subita dai bianconeri in Campionato a Cornaredo contro il Basilea e, verosimilmente, dalle dichiarazioni del mister nel post-partita. Avevo capito subito la situazione. Ritengo che la stagione del Lugano è stata conforme con quella che potevano essere le possibilità e i rischi di questa annata. L'avevo detto in tempi non sospetti, dall'inizio: attenzione che può diventare un campionato complicato, perchè in Super League non devi dare per scontato che la salvezza è cosa acquisita. Non ho mai temuto la retrocessione, perché la squadra e i giocatori sono un gruppo sano, un gruppo che ha degli alti e dei bassi, però ci siamo tolti delle belle soddisfazioni. Penso, in primis, all'Europa League, perché oltralpe ci davano per spacciati, alla stregua di una squadra che avrebbe fatto zero punti in Europa League. Invece, di punti ne abbiamo fatti tanti, e quindi c'è l'orgoglio che una squadra ticinese con questi 9 punti ha permesso per il ranking Uefa di mantenere questo fatidico dodicesimo posto, importante per le squadre svizzere.

Dopo il buon inizio di 2018 i risultati erano venuti meno. Tuttavia la squadra aveva già conosciuto momenti di difficoltà. Il motivo dell’esonero dunque, secondo Tami, è un altro. Il mio esonero è stato determinato dal fatto che ho comunicato che non sarei rimasto a Lugano, questo ha dato fastidio a Renzetti e per questo ho preso questa decisione. Ci saremmo salvati. Io sono andato via dal Lugano, lo dico, eravamo settimi, a pari punti con il Thun, che era dietro di noi, avevamo dietro Losanna e Sion, e abbiamo finito il Campionato lì. Non puoi mai dire come sarebbe finita, se meglio o peggio, però la mia sensazione è che dal punto di vista sportivo la squadra non è mai stata allo sbando.

In seguito il nome di Tami era stato fortemente accostato alla panchina dello Young Boys, che è però finita nelle mani Gerardo Seoane…Con lo Young Boys siamo andati molto vicini perchè abbiamo parlato più di una volta, poi non si è deciso altrimenti e va bene così. E' vero che nella mia testa c'era la voglia di staccare un attimo, tant'è vero che ho avuto proposte concrete, anche progetti allettanti e interessanti però non me la sono sentita, non mi sentivo pronto di ripartire subito in cose per cui non mi sentivo pronto.

E cosa ci sarà nel futuro di Pier Tami?Mi piacerebbe fare un'esperienza fuori dalla Svizzera, c'è la Serie A, la Serie B, la Bundesliga. Però ci sono altre realtà, un altro tipo di calcio. Non nascondo che non mi dispiacerebbe confrontarmi con qualcosa di nuovo, il calcio svizzero adesso lo conosco bene, è un calcio più difficile di quel che tanti pensano. Ti dirò che sono aperto ad altre soluzioni che non sia solo il campionato svizzero.

Maggiori dettagli nel Tg di Teleticino

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