
A raccontarci il divertente aneddoto è Andrea Tafi, vincitore della Parigi-Roubaix nel 1999, dopo un terzo posto nel 1996 e un secondo nel 1998 alle spalle del compianto Franco Ballerini.
"É una corsa eccezionale, unica nel suo genere, una grandissima classica e devo dire che per me, insieme al Giro delle Fiandre è un pó il fiore all'occhiello della mia carriera".
E se gli chiediamo il nome del favorito, ride e dice che non lo fa solo per far piacere agli elvetici:"Il favorito è sicuramente Fabian Cancellara e lo dico perché è un ragazzo in gamba. Ho avuto il piacere di conoscerlo bene durante gli anni in Mapei. Quando ho annunciato il mio ritiro mi ha fatto piacere sentirmi dire da lui che era ora cosí almeno avrebbe iniziato lui a vincere qualche Parig-Roubaix. A Fabian dico bravo perché sta dimostrando con i fatti e non con i discorsi di essere un campione e specie nelle grandi classiche ha dimostrato di essere il numero 1".
Andrea Tafi è stato per anni tra i principali protagonisti dell'Inferno del Nord, al punto da venire acclamato nel 2005 come fosse il vincitore anche se entró al velodromo di Roubaix solo in 42ª posizione.
Ma come si vince una corsa come la Regina delle classiche? "Si vince innanzitutto con la testa, poi l'intelligenza tattica e la forza, e anche un pizzico di fortuna che non guasta mai nella Parigi-Roubaix come nel Giro delle Fiandre. Basta una foratura, una caduta che esci dal lotto dei probabili vincitori. Tutti questi fattori messi insieme fanno si che uno ottenga la vittoria".
Il ciclismo sta tornando ad appassionare le folle, a far parlare di se per le gesta dei campioni:"Io penso che il ciclismo non sia mai stato abbandonato a se stesso. Ci sono stati dei momenti difficili, lo sappiamo tutti. Il ciclismo è gratuito e affascina le folle, aiuta a crescere come persone. Io posso solo dire grazie a questo meraviglioso sport che mi ha insegnato tanto, anche oltre la bicicletta, il ciclismo ti forma anche caratterialmente".
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