
Ci si aspettava una grande battaglia con Mathieu van der Poel, il vincitore uscente e vincitore della Milano-Sanremo quindici giorni fa. Battaglia è stata, ma ad imporsi sulle salite delle Fiandre è stato lo sloveno dopo una gara intensa e tattica, davanti a più di un milione di spettatori.
Vittoria in solitaria
Sempre all'attacco, Pogacar ha aumentato il ritmo negli ultimi cinquanta chilometri per poi vincere in solitaria, con 1'01 di vantaggio su un gruppo di cinque inseguitori regolato in volata dal danese Mads Pedersen davanti a van der Poel e a due belgi, un ritrovato Wout Van Aert e Jasper Stuyven. "L'obiettivo era vincere ed era difficile a realizzarlo. Vincere questa corsa con questa maglia (di campione del Mondo), è semplicemente favoloso", ha affermato il leader della formazione UAE dopo lo sforzo di 270km sotto il sole delle Fiandre. Già vincitore della Ronde nel 2023, Tadej Pogacar ha fatto la differenza esattamente dove aveva previsto, sulla terza e ultima salita del Vieux Quaremont, il pavé più strategico di questa 109ª edizione e il più veloce della storia (44,99 km/h).
Una prova di forza incredibile
Metro dopo metro, Pogacar è riuscito a liberarsi di van der Poel, forse leggermente ridimensionato da una caduta a metà gara e in difficoltà nel tenere il passo di un Wout Van Aert in gran forma. "Era questo il piano e lo abbiamo eseguito alla perfezione, nonostante tutta la sfortuna che abbiamo avuto durante la gara", ha commentato 'Pogi'. Lo sloveno si è visto anche rapidamente privato di tutti i suoi compagni di squadra (Narvaez, Wellens e Politt) dopo una serie di cadute. "Tatticamente è stato molto complicato perché abbiamo perso diversi corridori. Ma Tadej ha offerto un'altra prestazione eccezionale, un grande spettacolo per il ciclismo", ha dichiarato il suo manager, il ticinese Mauro Gianetti.
'Pogi' contro il vento
Al culmine dell'ultima salita, il terribile Paterberg, Pogacar, con un vantaggio di 25", aveva ancora tredici chilometri da percorrere, nove dei quali con vento contrario, una difficile situazione per un corridore in solitaria. "Francamente speravo lo raggiungessimo. Eravamo in quattro e lui era solo controvento, ma lui è di un'altra categoria rispetto a noi", ha commentato Pedersen, che deve accontentarsi del secondo posto finale ed il quarto podio in una Monumento.
Ottava Monumento
Pogacar ottiene così l'ottavo successo in una Monumento in sole 17 presenze, uno in più di van der Poel. Lo sloveno è ora il secondo corridore dopo Eddy Merckx ad aver vinto due volte sia il Tour de France che il Giro delle Fiandre, due gare spesso considerate incompatibili perché richiedono qualità diverse.
Parigi-Roubaix, il prossimo impegno
Pogacar, come Merckx, è un campione a tutto tondo, che vince ovunque e quasi sempre: in carriera è già a quota 93 successi. La sua prossima sfida, a partire da domenica prossima, è la Parigi-Roubaix con i suoi pavé, ancora più duri di quelli del Fiandre e il cui percorso molto pianeggiante non favorisce la sua corporatura. Si troverà di fronte Mathieu Van der Poel, il due volte vincitore uscente. A Roubaix, lo sloveno, avrà altri rivali come il belga van Aert e passisti come lo svizzero Stefan Küng e l'italiano Filippo Ganna. Vincere sarebbe un'impresa incommensurabile, ma con Pogacar non si può essere certi di nulla. "Sarà una corsa completamente diversa e sicuramente meno adatta a me rispetto al Giro delle Fiandre. Ma sono pronto per la sfida! Con lo stato di forma in cui mi trovo al momento, devo fare un tentativo", si è lasciato sfuggire il campione del Mondo in carica.
Gli svizzeri
Stefan Küng non è riuscito invece ad ottenere la sua prima vittoria in una delle Classiche Monumento. Lo svizzero era presente nel gruppo di testa prima che i favoriti attaccassero, il passista della Groupama non è stato in grado di tenere il passo dei migliori, ma, al termine della gara, conquista un altro piazzamento. All'arrivo Küng si piazza al settimo posto e lancia un segnale per i pavé della Parigi-Roubaix. L'altro, Stefan Bissegger, invece, si è piazzato al 19° posto a 2'19.

