
Swiss Olympic è decisa a presentare una candidatura per i Giochi olimpici invernali 2030. Il comitato esecutivo è sostenuto nella sua idea dai risultati di uno studio di fattibilità. La candidatura deve essere approvata dal Parlamento dello sport il 24 novembre.
Un evento distribuito su diversi siti
Secondo lo studio effettuato, la Svizzera ha il potenziale, le conoscenze e il sostegno della popolazione per organizzare i Giochi olimpici e paralimpici 2030 secondo un nuovo concetto. L'evento sarebbe distribuito su diversi siti già esistenti nelle quattro regioni linguistiche e largamente coperto da fondi privati. Comuni, Cantoni e gestori delle infrastrutture interessate hanno tutti chiaramente dichiarato il loro interesse. Una sola eccezione: la Città di Berna, che è favorevole globalmente ai Giochi ma valuta il calendario troppo serrato. La cerimonia d'apertura dovrebbe tenersi nella capitale olimpica Losanna, mentre quella di chiusura a Berna. L'idea è quindi quella di un'olimpiade diffusa in dodici siti differenti. Ancora da definire il ruolo del canton Ticino. In generale, i luoghi prescelti potrebbero ancora essere soggetti a variazioni. Fra i nomi attualmente presenti vi sono però St. Moritz (GR), Lenzerheide (GR), Engelberg (OW), Zurigo, Friburgo e Crans-Montana (VS).
Un'idea che piace agli svizzeri
Ricordiamo che il 56% degli svizzeri è favorevole all'idea di organizzare in Svizzera le Olimpiadi del 2030 utilizzando infrastrutture esistenti. Lo ha indicato un sondaggio commissionato da Tamedia e 20 Minutes all'istituto LeeWas. Il sostegno è maggiore tra gli uomini (61%) rispetto alle donne (50%). I giovani sono inoltre più entusiasti rispetto agli anziani: il 66% delle persone tra i 18 e i 34 anni di età è favorevoli ai Giochi olimpici, tra gli over 65 tale percentuale si riduce al 48%.
L'infrastruttura elvetica
Secondo Swiss Olympic, entro la fine di questo decennio nella Confederazione vi saranno impianti "moderni e all'avanguardia" in 13 delle 14 discipline olimpiche invernali. A mancare sarebbe solamente il pattinaggio di velocità, per il quale si cercheranno soluzioni nei Paesi vicini. Quest'ultima è una situazione simile a quella che si sta creando per Milano e Cortina 2026, con le competizioni di bob, slittino e skeleton che potrebbero svolgersi all'estero. La località grigionese di St. Moritz ha mostrato interesse in tal senso. In Svizzera fino ad ora si sono svolte due edizioni dei giochi invernali: nel 1928 e nel 1948, entrambe le volte proprio a St. Moritz.
Interessate anche Francia e Svezia
Già il prossimo novembre il Comitato olimpico internazionale (CIO) prevedere di intrattenere dialoghi mirati con i possibili candidati. Oltre alla Svizzera, hanno mostrato interesse Francia e Svezia. Le edizioni 2030 e 2034 verranno fra l'altro assegnate simultaneamente.
I "No" alle candidature svizzere
La Svizzera è stata autorizzata a ospitare i Giochi olimpici invernali a St. Moritz (GR) in due occasioni: nel 1928 e vent'anni dopo, nel 1948. Da allora decine di candidature sono state affossate, alcune delle quali già in fase iniziale. Di seguito proponiamo una retrospettiva su tre candidature degli ultimi 25 anni.
Sion 2006
Dopo aver perso con Salt Lake City (USA) per i Giochi olimpici invernali del 2002, come previsto, la Svizzera ha presentato la sua candidatura per il 2006: questa, fortemente sostenuta dall'ex consigliere federale e ministro dello sport Adolf Ogi, era la migliore, almeno dal punto di vista svizzero e soprattutto vallesano. Il 19 giugno 1999, dopo il chiaro verdetto della sessione del Comitato olimpico internazionale (CIO) a Seul, in Svizzera era sopraggiunto il malumore: 53 membri del CIO votarono per Torino, contro i soli 36 a favore di Sion. Quando l'allora presidente del CIO Juan Antonio Samaranch annunciò il risultato, la festa di migliaia di persone in attesa in Place de la Planta a Sion si interruppe bruscamente.
Berna 2010
Questa candidatura non è riuscita a superare lo scoglio dell'elettorato cantonale. Il 22 settembre 2002, i bernesi hanno respinto lo stanziamento dei fondi necessari per la candidatura olimpica, ammontanti a un totale di 22,5 milioni di franchi, con un netto 78% di voti contrari. "Siamo tutti costernati. Anche gli oppositori sono sorpresi dal chiaro "no"", è stata la conclusione dell'allora direttore generale della candidatura bernese dopo il devastante risultato.
Grigioni/Vallese 2026
Il 17 febbraio 2017, mentre a St. Moritz (GR) si svolgevano i campionati mondiali di sci alpino, gli elettori dei Grigioni hanno chiaramente respinto la candidatura per ospitare i Giochi olimpici del 2026. In seguito, Swiss Olympic ha riposto tutte le sue speranze nel Vallese. Ciononostante l'idea non è andata in porto nemmeno lì: l'eventuale edizione del 2026 a Sion è fallita poiché respinta dalla popolazione. Il verdetto nella votazione cantonale del 10 giugno 2018 su un contributo ai costi di 100 milioni di franchi è stato: 71'579 voti contrari contro 61'019 sì. Solo nell'Alto Vallese il credito ha ricevuto una stretta maggioranza di sì; nel capoluogo cantonale, quasi il 61% ha votato no.

