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Suicidio bianconero: derby al Locarno. Pastorello: "Incredibile ciò che è capitato"
Redazione
16 anni fa
Incredibile derby di Challenge League al Lido: il FC Lugano, in vantaggio di due reti, si fa superare dal Locarno per 3-2

Una serata incredibile, il derby che non ti aspetti. Locarno-Lugano, anticipo di Challenge League, è la partita che i tifosi del Locarno avrebbero sempre voluto vivere e quelli del Lugano nemmeno immaginare. Il Lugano che va in vantaggio per 2-0 grazie alla doppietta del giovane Basic e la partita che sembra finita. Lido ammutolito, tanto è marcata la supremazia bianconera. In fondo è normale: il Lugano è primo e ha un budget 5 volte superiore a quello del Locarno. Un dominio assoluto, come dirà Pastorello, “uno spot” per il calcio. Già, peccato che questo spot duri “solo” 45 minuti. Nella ripresa è tutta un’altra partita: incredibile ma vero, il Lugano sparisce dal campo. Prima un rigore, che qualcuno definisce “inventato” dall’arbitro Kever: un fallo di Maggetti sulla linea di fondo su Biscotte che diventa un rigore. Ineccepibile per qualcuno, discutibile per altri. Senger però non ci pensa due volte e realizza. La partita si riapre, il Lugano si innervosisce e Basic, fino a quel momento protagonista, regala un assist incredibile a Senger (identico a quello di una settimana di Rey a Weller a Cornaredo: ma allora è un vizio…) che trafigge Cordaz. È il pareggio che non ti aspetti. Le sorprese però non finiscono qui: la frittata la combina Cordaz, insicuro in un'uscita e Patrick Rossini infial il 3-2! I 2'300 del Lido non credono ai loro occhi. Il Locarno ha ribaltato la partita. Finisce così, con un 3-2 incredibile. Il Lugano forse verrà scavalcato dal Thun, il Locarno aggiunge tre punti pesanti alla sua classifica. Patron Giambattista Pastorello a fine partita non sa cosa dire: “Non so spiegarmi cosa sia accaduto: nel primo tempo abbiamo letteralmente dominato il Locarno. Squadra grintosa, volitiva, con delle giocate eccezionali. Insomma, eravamo solo noi in campo”. E poi cos’è successo? “Non lo so… Quel rigore che non sembrava così nitido, poi quel retropassaggio di Basic: episodi difficili da raccontare, stranissimi. La squadra si è innervosita e non siamo più riusciti a giocare come prima”. Fino a perdere la gara. “Beh si, davvero un incubo il terzo gol. A quel punto anche il portiere forse aveva perso serenità e ha combinato una frittata”. Adesso la classifica fa paura. “Dal +5 sul Thun rischiamo di andare a -1: insomma, da lepre a inseguitore. E questa non è certo una posizione che ci piace”. E l’allenatore Boldini che responsabilità ha? “Guardi… Nel primo tempo avrei dovuto andare negli spogliatoi e prolungare il contratto dell’allenatore, visto il nostro gioco espresso. Poi nella ripresa tutto è cambiato. Ora analizzeremo le cose con calma. Comunque non parliamo di allenatore a rischio”. Cosa la preoccupa di più a questo punto? “A parte la classifica, sono preoccupato dal fatto che continuiamo a rianimare gli avversari. Ci siamo accorti che in Svizzera le partite finiscono al novantesimo. Insomma, non si è mai sicuri di vincere”. [email protected]

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