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"Stipendi ridotti? C'è chi preferisce la disoccupazione"
"Stipendi ridotti? C'è chi preferisce la disoccupazione"
"Stipendi ridotti? C'è chi preferisce la disoccupazione"
Redazione
10 anni fa
Non si placano le acque in casa Wil. Vonlanthen: "A qualcuno può far comodo che il club fallisca..."

Svaniti definitivamente gli investitori turchi, in casa Wil la parola d’ordine è ridimensionamento. Per scongiurare il fallimento la nuova dirigenza ha offerto due vie ai tesserati: libertà assoluta nel trovarsi una nuova squadra oppure una riduzione dell’ingaggio. Ma il giorno dopo la chiusura del mercato in Svizzera i problemi non sembrano essersi risolti. L’ex nazionale Johan Vonlanthen, intervistato dal Blick, ha parlato della sua situazione e di quella di alcuni suoi colleghi.

“Quello che conta per me è la sopravvivenza del club, per questo ho accettato al riduzione dello stipendio”. Riduzioni, evidenzia il quotidiano zurighese, che sarebbero pari all’80% degli emolumenti percepiti dai tesserati del club. E come fare altrimenti, visto gli stipendi faraonici pagati senza batter ciglio dalla vecchia proprietà. Stipendi che per i giocatori più rappresentativi ammontavano anche a 30'000 – 40'000 franchi al mese. Tanti, forse troppi per un club di Challenge League.

Ma se Vonlanthen ha accettato la riduzione, altrettanto non si può dire di alcuni suoi compagni di squadra. A lanciare il sasso ci pensa ancora il Blick: in disoccupazione si percepisce l’80% dello stipendio (per un massimo di 8'645 franchi al mese): non serve la mente di un analista finanziario per capire che l’80% del vecchio stipendio è meglio di una decurtazione dello stesso….

“La domanda che bisogna porsi è: chi vuole far fallire il club? Posso capire sia la dirigenza, che vuole salvarlo, sia quei giocatori che pensano ai risvolti finanziari… Spero si faccia presto chiarezza”.

Basterà un piano di ‘austerity’ a salvare il club: “Ho un brutto presentimento – ha ammesso Vonlanthen – Se tutti i giocatori collaboreranno si potrà fare…”

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