
Lo Zurigo si è aggiudicato Gara3 dei playoff portandosi sul 2-1 nella serie. Per gli uomini di Ireland è stata una partita che lascerà sicuramente l’amaro in bocca visto le tante occasioni sprecate, come quella doppia superiorità numerica non concretizzata sul risultato di 0-0.
Ai bianconeri servirà una svolta decisa, che potrebbe e dovrebbe arrivare anche da parte degli stranieri Klasen e - soprattutto – Martensson, apparso come la moviola di sé stesso. Soprattutto considerando l’assenza di Lapierre per squalifica e di Brunner per infortunio. Un 3-1 nella serie per il Lions va assolutamente evitato: una Gara5 decisiva a Zurigo è quanto di peggio potrebbe capitare.
Ma se Lugano ‘piange’, Ambrì non ride. Ormai condannati allo spareggio contro - verosimilmente - il Friborgo, le prossime partite serviranno più che altro a trovare la quadratura del cerchio per evitare di doversela giocare con la vincitrice del campionato di LNB.
Una sfida all’ultimo sangue che l’Ambrì ha già affrontato e vinto in passato, ma le ultime prestazioni e un morale a pezzi potrebbero rappresentare una vera e propria spada di Damocle. Mai come ora serve un salto di qualità, sia a nord che a sud del Ceneri. Ne abbiamo parlato con l’ex head coach dei leventinesi Serge Pelletier.
Partiamo dai bianconeri: per loro domani sarà un crocevia importantissimo...
“Lugano dovrà giocare una partita molto importante. I bianconeri giocano in casa e sarà importante non sbagliare. Meglio andare a Zurigo sul 2-2 nella serie che sul 3-1”.
Servirà dunque la partita perfetta, anche e soprattutto da parte degli stranieri (vista l’indisponibilità di Lapierre)?“No, non sono solo loro a fare la differenza. Anche Nilsson e Thoresen sono fuori per i Lions. Come abbiamo visto anche in passato nei playoff gli stranieri si annullano e spetta proprio ai giocatori svizzeri fare la differenza. A Zurigo abbiamo visto un ottimo Pestoni, Lugano ha Fazzini…”
Senza dimenticare la riserva di lusso di Flüeler... “Schlegel ha fatto un’ottima partita, sono curioso di vedere chi giocherà domani”.
Cosa servirà al Lugano per 'prendersi la pelle del Leone'?“Per vincere è tutta questione di dedizione, a questo punto della stagione chi sbaglia di meno vince”.
E di errori il Lugano ne ha fatti diversi, soprattutto quel 5 contro 3 non sfruttato…“Non credo sia solo questione di quella doppia superiorità numerica, contano tutti e 60 i minuti: bisognerà essere perfetti visto anche lo scarto di un solo gol con il quale si sono chiuse le prime tre partite”.
Per i bianconeri quella di domani sarà una partita da coltello tra i denti, discorso ampiamente diverso per i leventinesi, che giocheranno le prossime partite quasi come se fossero degli ‘allenamenti’ in vista dell'ultimo atto“Per l’Ambrì saranno delle partite di allenamento, per loro è indispensabile arrivare in forma - fisica e mentale - al momento della finale, possibilmente senza perdere troppi giocatori”.
Una delle novità targate Dwyer è la promozione di alcuni giovani del farm team dei Ticino Rockets. Che sia questa la via giusta da percorrere? Dare spazio a giovani affamati piuttosto che a giocatori ormai senza stimoli?“Pestoni in passato si era difeso bene quando è stato chiamato in prima squadra. Con questa mossa Dwyer ha aumentato la concorrenza interna”.
Potrebbe essere uno stimolo per qualcuno di quei giocatori recentemente criticati? “In questo modo il coach ha più opzioni. E la concorrenza può far bene. L’hockey è un gioco di squadra ma ognuno tiene al proprio posto sul ghiaccio”.
Come detto per l’Ambrì le prossime uscite saranno perlopiù di ‘allenamento’. Che questa formula dei playout sia troppo penalizzante? “Questa formula è stata pensata e decisa per dare più importanza alla regular season. In passato è capitato che una squadra che ha mancato i playoff per un punto abbia dovuto giocarsi il posto in LNA con la vincitrice della B”.
Uno scenario che per l’Ambrì ora come ora non si può escludere. Che possibilità ha di salvarsi in caso di spareggio?“Prima c’è da giocare la serie con la penultima di A, lì si riparte da zero”.
Questa stagione si sta avviando verso la sua infuocata conclusione, chissà che nella prossima non si possa rivedere Pelletier in panchina“Ora siamo in un momento caldo della stagione, seguo attentamente le partite e vedremo poi come gireranno le cose. Io sono aperto a un’esperienza come head coach e anche come DS”.
O addirittura con entrambe le funzioni? “È una figura unica che c’è a Ginevra e a Davos, io stesso ho ricoperto questo ruolo a Friborgo. È un'opzione valida”.
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