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"Spero che questo sia l'anno dell'Ambrì"
"Spero che questo sia l'anno dell'Ambrì"
"Spero che questo sia l'anno dell'Ambrì"
Redazione
8 anni fa
Indimenticato ex, Jean-Guy Trudel rivive le emozioni del derby a distanza di anni e sogna di allenare l'Ambrì Piotta

Alla vigilia del doppio derby abbiamo raggiunto oltreoceano un indimenticato scorer dell'Ambrì Piotta. Jean-Guy Trudel ha giocato 19 derby, segnando 26 punti, 9 reti e 17 assist.

A distanza di anni, l'ex biancoblu non ha dimenticato le grandi emozioni che una partita come il derby sa regalare.

"Il derby è il meglio del meglio. Quando sei uno straniero ne senti parlare, ma non te lo immagini fino a quando non lo vivi davvero. L’entusiasmo dei tifosi e le aspettative sulla vittoria ti mettono addosso tanta pressione, ma è bello. L’atmosfera è fantastica, i tifosi arrivano 3/4 ore prima dell’inizio. Ricordo che Peter Jaks, all’epoca direttore sportivo, prese da parte me Domenichelli al primo derby dicendoci che era imperativo vincessimo. La pressione era quindi incredibile ma faceva parte della bellezza del derby e le aspettative sono altissime da entrambe le parti, quindi ci sono tutti i presupposti per una bella partita."

È passato un po' di tempo, ma qual è il segreto per vincere un derby?

"Spesso abbiamo perso partite perché troppo motivati ed entusiasti e prendevamo penalità stupide. All’epoca Lugano aveva giocatori di grande talento che sfruttavano sempre i power-play. Il segreto quindi era contenere le emozioni e lavorare duramente. Ricordo ancora un paio di partite in cui fummo davvero indisciplinati e il Lugano ne approfittò. La disciplina e il duro lavoro erano fonti di successo."

In questo momento si parla molto della prima linea biancoblu, una linea che ricorda inevitabilmente quella formata da Trudel, Domenichelli e Toms.

"È una questione di chimica. Non ci importava chi segnasse, volevamo solo che la squadra avesse successo. Siamo stati anche fortunati ad avere tanti minuti sul ghiaccio e vi portavamo la nostra passione, volevamo vincere per l’Ambrì e far sì che le persone ne andassero fiere. Quando c’è la giusta connessione con i compagni di linea è decisamente più facile giocare. Lo stesso per l’ambiente in spogliatoio. Mi piace ripetere che si tratta di un viaggio sulle montagne russe, nel bene e nel male. Ed ora sta andando bene quindi quando scendi sul ghiaccio in allenamento e ti senti bene sai che lo porterai anche in partita. E anche se avrai un match storto queste sensazioni non tarderanno a tornare grazie all’atteggiamento positivo. Cereda è di grande aiuto in questo, è sempre stato un ragazzo positivo e sono sicuro che la sua squadra giochi allo stesso modo."

Oggi allenatore, a Jean-Guy Trudel piacerebbe guidare l'Ambrì Piotta?

"Sì, a dire il vero ci ho sempre pensato e qualche anno fa credevo potesse accadere, ma alla fine le cose non sono andate in porto. Sono sempre stato un grande tifoso dell’Ambrì, una squadra che ha tutt’ora un posto speciale nel mio cuore. Amo i tifosi e la passione che ne deriva, ma ho sempre considerato la pressione in maniera positiva, sia da giocatore che da allenatore. Se hai passione nel giocare o nell’allenare le cose andranno nel modo giusto. Spero un giorno di poter tornare, ma attualmente sono molto contento e poi sono così felice per Luca Cereda, conosco Paolo Duca e stanno facendo molto bene. Quindi faccio il tifo per loro e se un giorno le cose si incastreranno ovviamente sarò felice di tornare perché non amo solo Ambrì, ma tutta la Svizzera. Mi piace come gestite le cose e il modo in cui vivete quindi mi piacerebbe un giorno tornare per provare l’esperienza da allenatore."

C'è qualche giocatore nella sua orbita che potrebbe servire alla causa biancoblu?

"Penso che al mio livello attualmente non ci siano giocatore che potrebbero fare la differenza ad Ambrì, bisogna pescare piuttosto dalla NHL e puntare su giocatori che magari non sono soddisfatti dei minuti di ghiaccio che ricevono. Comunque seguo l’hockey a tutti i livelli e ci sono giocatori che potrebbero far bene in Svizzera. L’anno scorso Cereda mi chiamò a proposito di un giocatore e gli diedi la mia opinione. È sempre bello essere coinvolti. Ci sarò sempre per l’Ambrì se avranno bisogno di aiuto, possono chiamarmi in qualunque momento e gli darò la mia sincera opinione perché, come ho detto, voglio solo il meglio per loro."

Attualmente i biancoblu sono settimi, che sia l'anno giusto per centrare i playoff?

"Spero vivamente che li raggiungano, anche per i tifosi che ci sono sempre stati anche nei momenti più difficili. Possono fare una buona corsa perché non ci sono squadre imbattibili quest’anno, tutti possono avere una possibilità. Basta essere preparati a dovere, inoltre l’Ambrì ha il vantaggio casalingo perché giocare lassù è difficile per tutti. Ricordo quando giocai a Zurigo, andare alla Valascia a vincere era sempre dura. Anche se non ho la possibilità di vedere le partite riesco a vedere le highlights e so che Cereda sta facendo un ottimo lavoro, giocano da squadra e molte partite sono tirate, ma allo stesso tempo fanno le cose giuste per vincere. Devono continuare a spingere perché credo proprio che questo sia l’anno giusto."

Sere

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