
Ha seguito la Fiorentina nella gara di Europa League col Basilea e in campionato contro le milanesi. E proprio grazie al 4-1 contro l'Inter Paulo Sousa ha raggiunto lo status di personaggio del momento in Serie A. Andrea Ramazzotti - redattore del "Corriere dello Sport" - è quindi perfetto per spiegare questa Fiorentina alla portoghese che vince, stupisce e incanta.
La Viola che vanta anche un pezzettino di Svizzera (Sousa è infatti l'ultimo vincitore del torneo di Super League col Basilea) è capolista dopo il "sacco" di San Siro e il lavoro certosino del suo tecnico ne è il segreto.
"Come ha conquistato l'Italia? Con gioco, organizzazione e risultati - esordisce Ramazzotti a proposito dell'ex centrocampista di Juve, Inter e Borussia Dortmund -. Sin da subito il tecnico ha lasciato su questo gruppo un'impronta ben delineata: entrare nel cuore dei tifosi gigliati è stato quindi abbastanza facile per lui".
Nonostante le premesse fossero diametralmente diverse: Firenze lo accolse scrivendo sui muri che non voleva un ex gobbo, in nome della proverbiale rivalità tra Fiorentina e Juve.
"In effetti Sousa ha dovuto sconfiggere pure lo scetticismo. E rimpiazzare due volte l'ex allenatore Montella: sia in panchina che nel cuore dei tifosi viola. Vincenzo era infatti molto amato dal pubblico fiorentino. Ma la missione del Mister portoghese è ormai compiuta: stanotte in 200 hanno aspettato in città la squadra di ritorno da San Siro".
Questa Fiorentina è pronta per lo scudetto?
"Si tratta di un traguardo ambizioso, poi c'è di mezzo l'Europa League. E la storia dice che questa competizione europea prosciuga le energie. Attualmente la Viola può lottare in alto, quanto in alto è presto per dirlo, anche se risultati e gioco depongono a suo favore e avversarie come Juve e Napoli sono attardate. E se Sousa e i suoi ragazzi chiuderanno l'anno solare ancora nelle primissime posizioni...".
Ramazzotti, spieghi la rivoluzione di Sousa a Firenze.
"Ieri sera al Meazza la mano del tecnico era ben visibile. Questa Fiorentina sa esattamente quello che vuole e ciò che deve fare in campo. Nella circostanza specifica ha messo in crisi la squadra di Mancini col palleggio e la superiorità numerica a metà, con 4 uomini e 2 mezzepunte, schierate alle spalle di Kalinic (tripletta per lui).
Dalla lavagna tattica allo stile e al look: Paulo Sousa - in un calcio dove proprio Mancini e l'amico Mihajlovic sfoggiano cravatte e gilet da modelli - ha esordito al Franchi contro il Milan con un cardigan elegante e soprattutto glamour. È vincente anche in questo senso?
"Qui diciamo che l'abito non fa il monaco... Inoltre se il Mister dovesse proseguire sulla via di risultati appena tracciata, beh, ritengo che i tifosi lo apprezzerebbero anche se andasse in panchina in canottiera!".
CaSco
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