
Anche se ha già raggiunto un accordo per cedere il suo 40% di azioni al presidente Renzetti, Pablo Bentancur vuole restare vicino a questo Lugano.
Un Lugano che anche lui ha contribuito a portare in Super League con il suo apporto economico e le sue competenze calcistiche.
L’arrivo di Zeman la preoccupa un po’, vero?
“Dico subito che Renzetti ha il diritto di scegliere l’allenatore che vuole. Ormai io sto uscendo dalla società e perciò adesso decide tutto il presidente: è giusto che sia così. Zeman è un allenatore molto conosciuto e di cui non metto in dubbio le qualità”.
Però…
“Però sono preoccupato per il budget. Non dico che sia caro per un allenatore del suo calibro ma le finanze del Lugano mi preoccupano un po’. Sento che costa meno di uno svizzero ma dubito. Certo, se parliamo di Paulo Sousa è vero. Io continuo a ripensare a Bordoli con cui avevamo chiuso un accordo che valeva sia per la A che per la B e con cui l’allenatore percepiva 100 mila franchi all’anno”.
Lei chi avrebbe preso?
“Ripeto, Renzetti ha deciso per Zeman e se ci crede ha fatto bene. Mi spiace soltanto che siano stati coinvolti così tanti allenatori che in un certo modo sono stati “bruciati”. Potrebbero essere interessanti per il futuro. Il calcio non finisce oggi”.
Si dice che Zeman potrebbe portare degli sponsor.
“Lo spero vivamente, ma per ora abbiamo sulla maglietta ancora l’AIL che rappresenta la città. All’AIL dobbiamo un grazie enorme per quello che sta facendo, così come per tutta la città, ma con una squadra in Super League spero che arrivi uno sponsor nuovo e forte. Per ora continuiamo ad avere gli stessi sponsor dello scorso anno”.
È vero che lei ha contattato Gross?
“No, non è vero. In una seduta del consiglio di amministrazione ho detto che Constantin, presidente del Sion e grande uomo di calcio, mi aveva consigliato Gross. Ho pensato di dirlo nel caso in cui fosse saltata la trattativa con Zeman. Penso che era giusto avere a disposizione un allenatore svizzero in quel caso”.
Va bene l’allenatore, ma per la Super League bisognerà rinforzare un po’ la squadra, no?
“Penso proprio di sì. Nell’accordo che ho raggiunto con Renzetti abbiamo detto che continuerò a dare una mano alla squadra. Non voglio che per la nostra separazione sia il FC Lugano a pagarne le conseguenze. Farò del mio meglio per aiutare il club”.
Malvino resta?
“Sì, resta. Lo lascio ancora qui un anno gratuitamente nonostante tre offerte che mi sono arrivate. So che è un rischio non venderlo adesso ma il Lugano ha bisogno di Malvino e io voglio bene a questo club”.
Arriva l’uruguaiano Fabricio Formiliano?
“Sì arriva. È un ragazzo che può giocare sia a centrocampo che al centro della difesa. Sul mercato uruguaiano vale già più di 1 milione di euro ma con un investimento del mio gruppo lo portiamo a Lugano gratuitamente”.
Parlerà con Zeman di mercato?
“Se Zeman avrà bisogno di me sarò a sua disposizione per cercare di dargli una mano. Adesso è Renzetti che comanda tutto ma io sono sempre qua ad aiutarlo quando me lo chiederà".
Lei dunque è pronto a uscire dalla società: non ci saranno ripensamenti?
“Assolutamente no. Con Renzetti abbiamo già trovato l’accordo per la cessione delle mie quote per gli stessi soldi che le avevo comprate quando il Lugano era in B. Io volevo comprare le sue azioni ma non le ha vendute. Perciò adesso è giusto che sia lui a capo di tutto”.
L.S.
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