
"Essendo stipendiati siamo subito stati informati sulla gravità della situazione, per noi non è stato un fulmine a ciel sereno. I dirigenti sono sempre trasparenti e onesti. Ovviamente non è facile far fronte a questa crisi, noi però dobbiamo continuare a giocare e a farlo bene come abbiamo fatto ultimamente per riportare la gente allo stadio."
La situazione a Thun non è delle migliori, anzi, è piuttosto compromessa eppure la voce di Matteo Tosetti è estremamente rilassata e serena. Forse perché, come in passato quasi mai è successo, nel momento di difficoltà il management bernese non si è nascosto dietro a bugie e menzogne ma ha spiegato nel dettaglio lo stato delle cose.
A tranquillizzare ancora di più lo spogliatoio bernese il fatto che tutti gli stipendi sino ad ora siano stati versati. "Confermo, abbiamo ricevuto tutto quanto ci spetta e senza ritardi."
Il futuro però resta una grande incognita. Da qui a fine anno serve un milione di franchi, mica bazzecole.
"Non sarà facile perché nella regione ci sono squadre come lo Young Boys, l'SC Bern e il Langnau che fanno incetta di investitori. Vedremo come risponderà la gente dell'Oberland intanto però posso dire che tutti hanno reagito nella maniera giusta. Noi sul campo daremo il massimo e lasciaremo da parte i problemi, sperando di poter far rinascere l'entusiasmo attorno alla squadra."
Non c'è mai un'unica causa dietro una crisi del genere, anche se una, in questo caso a sorpresa, è identificabile.
"Viene poca gente a vederci e lo stadio costa. In molti pensano che un impianto nuovo sia una risorsa ma non è sempre così. La gestione, la manutenzione e la sicurezza generano costi notevoli da sopportare, se poi la media spettatori è bassa tutto diventa ancora più complicato."
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