
Doug Shedden, e il suo fido scudiero Pat Curcio, hanno risollevato il morale e ridato gioco a una squadra che pareva destinata a rivivere l’incubo della stagione 2007/08, prima storica partecipazione del Lugano ai playout.
Costanza di risultati e una posizione di classifica che nemmeno il più ottimista dei tifosi avrebbe immagino, dopo soli due mesi di cura Shedden, non sono passati inosservati a diversi club della KHL.
Le ottime qualità del coach nativo dell'Ontario, in mancanza di un impegno scritto con il Lugano, almeno da quanto ufficialmente comunicato alla stampa, invogliano giustamente diversi team a sondarne la disponibilità.
Il duo Shedden/Curcio, coppia ormai indissolubile, è stato avvicinato già da tre squadre della KHL, il campionato russo.
Una di questa, e pare la meno importante dal profilo economico dell’offerta contrattuale, la Dinamo Minsk, sarebbe già pronta a dare carta bianca a Shedden per formare la squadra che andrà ad affrontare il prossimo campionato.
A Lugano per il momento si mantiene la posizione più volte ribadita, se ne riparlerà a stagione conclusa.
Ma nessuno di noi è tanto ingenuo da non comprendere che a fine campionato il mercato sarà già a buon punto, per non dire in dirittura d'arrivo. Magari i contratti non saranno ancora siglati e depositati ma di certo contatti e accordi saranno già intavolati, con progetti illustrati e strette di mano già avvenute.
Insomma il tempo stringe, Shedden per ora la cura l’ha trovata, e il suo Lugano gode di ottima salute, ma le allettanti sirene russe potrebbero invogliarlo a riprendere l’avventura della KHL, bruscamente interrotta la scorsa stagione per colpe non sue.
La palla, o meglio il disco, passa dunque alla dirigenza bianconera, di certo non degli sprovveduti; è davvero il caso di lasciarsi sfuggire un allenatore che oltre al risultato sportivo ha saputo mettere d’accordo piazza, critica giornalistica e soprattutto lo spogliatoio 10 anni dopo l’ultimo titolo???
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