
Potrebbe tranquillamente essere la trama di un film. Ci sono tutti gli ingredienti per una storia da grande schermo: il vulcanico protagonista, colpi di scena a non finire e, addirittura, minacce di morte. Nessuna finzione invece. È tutto vero. È quanto sta accadendo tra l'FC Sion del presidente Christian Constantin e la Swiss Football League. Tutto comincia nel 2008 con l'acquisto, a metà stagione, del portiere egiziano Essam El-Hadary senza il consenso del club d'appartenenza, l'Al-Ahly. La FIFA, nel 2009, decide di punire El-Hadary con una squalifica. Al Sion viene vietata la compravendita di giocatori per due finestre di mercato. Prima della stagione 2011-2012, il club vallesano acquista 6 giocatori: Stefan Glarner, Pascal Feindouno, José Julio Goncalves, Gabri, Billy Ketkeophomphone e Mario Mutsch. La Swiss Football League, schierandosi con la sanzione inflitta dalla FIFA, rifiuta però le richieste di qualifica dei giocatori. Decisione che fa infuriare Christian Constantin. Il presidente del Sion minaccia di non più andare in trasferta con la squadra e di giocare solo gli incontri casalinghi. Qualche giorno fa, però, il tribunale distrettuale di Martigny decide che Mutsch, Gabri, Pascal Feindouno, Jose Goncalves, Billy Ketkeophomphone e Stefan Glarner devono essere immediatamente qualificati dalla Swiss Football League. La decisione del tribunale vallesano invita inoltre la FIFA ad accettare questi trasferimenti internazionali. Tutti in campo quindi contro il Basilea? Nemmeno per sogno. Nonostante le licenze ottenute per i sei giocatori non ancora tesserati e la presenza di quattro di loro sul foglio partita, tutti sono costretti a restare in tribuna. 10 minuti prima del fischio d'inizio la SFL comunic al Sion che i giocatori sono squalificati per una giornata per essersi rivolti al tribunale civile (tutti e sei anche se Ketkeophomphone non era ancora tesserato, ndr). Il Sion inoltra protesto e Constantin richiede un mega risarcimento di 20 milioni di franchi. Di ieri la notizia che il presidente della Swiss Football League Thomas Grimm ha ricevuto delle minacce di morte da un furioso tifosi del Sion. E oggi, altro colpo di scena. La Swiss Football League, come si leggeva sul Blick, avrebbe preso in considerazione la possibilità di escludere il Sion dal campionato. Al quotidiano zurighese il presidente del comitato della SFL Roger Bigger ha dichiarato: "il comitato della Lega non può più tollerare il comportamento di Christian Constantin. Questo caso riguarda l'immagine dell’intero movimento calcistico svizzero e potrebbe avere implicazioni per le sponsorizzazioni. Bisogna sedersi e discutere con il presidente vallesano. Poi ci sono due possibilità: o troviamo una soluzione comune, in caso contrario adotteremo misure per porre fine al più presto possibile al litigio". E tali misure potrebbero prevedere l'esclusione del club dalla Super League. Nel pomeriggio abbiamo raggiunto al telefono il direttore sportivo dei vallesani, Marco Degennaro.Come giudichi questa possibile sanzione?"Mi sembra un po' grossa. Noi però facciamo il nostro lavoro sul campo, fidandoci di chi si occupa della questione."La vertenza tra Sion e Lega va avanti da un bel po', condividi le ragioni della battaglia di Costantin?"Si, noi abbiamo molta fiducia nel lavoro che sta facendo il club nella persona del presidente e del nostro avvocato. Ora speriamo proprio di poter schierare i nuovi giocatori perché, inutile nasconderlo, ci potrebbero dare una grande mano. Sono rinforzi importanti che a livello di qualità ci potrebbero far far un bel passo in avanti."E quindi sabato con il Lu
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

