
Il Lugano ieri sera non è stato solo battuto alla Resega per 3-1 dal Berna. E' stato eliminato con un umiliante 4-0 nella serie. Una prima negativa, nella più che ventennale frequentazione bianconera nei playoff.Salve presidente. Allora questo Lugano? “E’ andata male. Pazienza”. Brutta partita ieri… “Senza cuore. Senza orgoglio. L’hanno visto tutti. Sono molto amareggiato di come il Lugano ha giocato le ultime due partite”. Non è la prima volta quest’anno che il Lugano si dimostra così fragile e senza grinta… “E’ vero: era già successo in novembre. Dopo la sfuriata della società però l’avevamo girata. Ma alla fine è uscito ancora una volta lo stesso problema mentale”. E’ quale sarebbe esattamente? “Se fossi uno psicologo glielo direi”. Solo una questione di atteggiamento, di mentale? “No. Il Berna è molto forte. E credo pure che la nostra preparazione estiva sul ghiaccio è stata un po’ sommaria. Si è visto bene: il Berna ci superava in tutto: velocità, intensità”. Un’altra frecciata a Kenta Johansson… “Bé, non l’ho mica programmata io la preparazione estiva”. L’impressione è che in questa squadra ci siano giocatori che non hanno il livello per competere contro un Berna… “Certi giocatori, ormai vecchi, fanno fatica a mantenere certi ritmi”. Prima di gara-1 lei dichiarava: 'Oggi vedremo come si è lavorato con Bozon durante la pausa olimpica'. Allora, come si è lavorato? “In allenamento si è lavorato bene. Ma alcuni giocatori sono tornati scarichi dalle olimpiadi. Altri in febbraio non hanno potuto lavorare al meglio perché feriti (Nummelin, Robitaille ed Akerman). E qualcuno si è portato dietro vecchi acciacchi. Ripeto: la preparazione, durante le olimpiadi, è stata fatta bene. Questo risultato è figlio di un atteggiamento sbagliato a livello mentale”. E gli stranieri? “Nella regular season sono stati decisivi. Ma quando è stato il momento di dire “tiriamo fuori gli attributi” sono spariti. Nei playoff la prima linea è sparita. Lo hanno visto tutti. Una défaillance decisiva”. Il punto debole della squadra da diversi anni a questa parte è però la difesa… “Si, il punto debole è questo. Ma la ricostruiremo perché i successi partono da li. Quest’anno abbiamo subito più reti di quelle che abbiamo segnato, incassando una media 3,3 reti a partita. Troppo. Ora vedremo cosa ci potrà dare il mercato. Toccherà al DS portare delle proposte”. E il portiere? “Una premessa: la squadra in questi playoff l’ha aiutato davvero poco. Detto questo è stato “normale”: il solito rendimento fatto di alti e di bassi. E’ uno dei problemi da risolvere”. Bozon resta? “Non è ancora stato deciso”. E ieri Kenta era alla Resega… “È libero di andare dove vuole. E poi è sempre sul nostro libro paga”. E che dice di quei tifosi che dopo la sconfitta hanno lanciato la tessera sul ghiaccio? “Erano incavolati. Chiaro. Anche io ero incavolato. Fossi stato solo un tifoso non so se l’avrei buttata, ma di sicuro avrei fischiato la squadra. Questo si”. [email protected]
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