
I club ticinesi di hockey sono pronti a introdurre controlli preventivi negli stadi per scongiurare scene di violenza come quelle viste alla Valascia il 14 gennaio scorso. È quanto emerso ieri sera nel corso del dibattito di Piazza del Corriere moderato da Gianni Righinetti.
Il direttore amministrativo dell’HCL Jean Jacques Aeschlimann e il direttore generale dell’HCAP Michele Orsi si sono detti disponibili a valutare l’introduzione di misure volte ad identificare i tifosi - almeno gli ospiti - all'entrata delle piste.
Il direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi ha elogiato il sistema di controllo dell'identità utilizzato a Zugo e ha posto l’accento sulla necessità di introdurre anche delle misure a sostegno della Polizia, spesso oggetto di veri e propri atti di sfida da parte dei tifosi violenti. “È veramente difficile difendere il pubblico e allo stesso tempo difendersi dagli attacchi”.
Il capo della gendarmeria della Polizia cantonale Decio Cavallini ha sotolineato la necessità di tener lontani i tifosi più violenti, ma ha anche evidenziato come negli ambienti regni ancora una certa omertà.
A livello di costi, Lugano e Ambrì spendono circa mezzo milione di franchi all’anno per garantire la sicurezza all’interno delle piste mentre la spesa per i dispositivi di Polizia ammonta a 1,5-2 milioni di franchi all’anno.
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