
«Affinché uno straniero riesca a imporsi in una nuova realtà, tanti fattori devono funzionare nel modo giusto. Sgarbossa non era mai stato in Europa, è venuto qui con la famiglia, e i cambiamenti, sul ghiaccio e fuori, non sono sempre facili da assimilare. Nel suo caso, non ha funzionato”. Così il GM dell’Hockey Club Lugano Janick Steinmann ha commentato al Corriere del Ticino i recenti movimenti di mercato del club. Movimenti che comprendono la cessione in prestito al Berna del centro canadese. “Non diamo la colpa a lui, ma è andata così. Il suo rendimento non ha soddisfatto le nostre aspettative».
Quale futuro?
Steinmann precisa che non c’è stata nessuna “rottura” che ha portato alla partenza di Sgarbossa. «Abbiamo provato in tutti i modi a far funzionare le cose, ma le nostre aspettative non sono state soddisfatte. Forse a causa del sistema, forse per le caratteristiche del campionato svizzero, forse perché il nostro ambiente non era adatto a lui». In virtù della situazione attuale, «la priorità era cercare un'opzione a breve termine. E credo che quella trovata con il Berna accontenti tutti. Ora avremo tempo per trovare la miglior soluzione anche per il futuro».

