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Canottaggio
Sfiorato l’en plein per le finali che contano
La partenza del doppio “leggero” Maschile. In corsia 4 l’armo di Raphaël Ahumada e Jan Schäuble
La partenza del doppio “leggero” Maschile. In corsia 4 l’armo di Raphaël Ahumada e Jan Schäuble
Americo Bottani
4 anni fa
Ai mondiali in Cechia giornata favorevole agli armi svizzeri.

I campionati del mondo in corso di svolgimento sulla Labe Arena di Racice sono ormai entrati nel vivo. Oggi erano in programma le semifinali che hanno promosso cinque dei sei armi rossocrociati. Sfiorato quindi l’en plein per la gioia dell’allenatore in capo Ian Wright e i suoi più stretti collaboratori. Cinque equipaggi che ritroveremo quindi nella finale valida per il titolo. Sulla scia di questi risultati, il bilancio parziale potrebbe ancora migliorare domani con la singolista zurighese Jeannine Gmelin e il doppio di Fabienne Schweizer e Nina Wettstein.

 Il primo a scendere in acqua è stato il singolista “leggero Andri Struzina. Lo zughese, memore di quanto successo ieri nei quarti, ha una partenza piuttosto prudente con il preciso intento di mantenere le forze necessarie in vista dell’ultimo tratto di gara. Un piano perfettamente riuscito. Terzo al passaggio dei 500 alle spalle del bulgaro Penev e dell’uruguaiano Berriolo , quarto ai 1000, preceduto anche dallo sloveno Hrvat che nel frattempo s’era portato al comando. Ai 1500, Struzina intuisce che è il momento di sferrare l’attacco. Lascia letteralmente sul posto i “tre compagni di viaggio” per poi involarsi verso il traguardo, lasciando a 0,43 Borriolo e a 0,63 lo sloveno Hrvat. Un primo posto sofferto, ma ampiamente meritato che vale l’accesso alla finale che conta. Fuori dai giochi il messicano Lopez Garcia, vincitore nella serie dei quarti comprendente il nostro Struzina.

 Obiettivo raggiunto anche per i due doppi nel contesto dei pesi leggeri. Frédérique Rol e Patricia Merz meritano certamente una citazione particolare per la determinazione dimostrata lungo l’intero percorso. Quarte al passaggio sia dei 500 metri come a quello dei 1000 alle spalle di Francia, Stati Uniti e Italia. Ai 1500 l’armo rossocrociato affianca quello italiano composto da Valentina Rodini e Federica Cesarini, campionesse olimpiche a Tokyo. Nel finale si accende la lotta per assicurarsi il terzo posto, valido per staccare il passa per la finale per il titolo. L’ha spuntano le nostre per soli 32/100 sulle azzurre. Ai primi due posti troviamo Stati Uniti e Francia.

In campo maschile, i nostri Raphaël Ahumada e Jan Schäuble, vincitori quest’anno della Coppa di specialità, al comando della gara sino ai 1300 metri, si sono visti superare dagli irlandesi Paul O’Donovan e Fintan McCarthy, campioni olimpici ed europei in carica. Una prova gagliarda quella offerta dai nostri due atleti che fa ben sperare per l’atto conclusivo. Al terzo posto, staccata di ben 4” troviamo la formazione dell’Ucraina. Nell’altra semifinale, primo posto per l’equipaggio di casa, seguito da Italia e Francia.

 La situazione, al passaggio dei 1500 sembrava ormai compromessa per il nostro 4 senza maschile, quarto, preceduto da Romania, Olanda e Irlanda. Esattamente a 150 metri dal traguardo la svolta, grazie al cambio di passo operato dal capo-voga zurighese Tim Roth, ben supportato dai tre compagni di viaggio: Andrin Gulich, Joel Schürch e Roman Röösli, ciò che ha consentito di superare di slancio l’armo irlandese  e di terminare al terzo posto alle spalle di Olanda e Romania.

 Tutto bene anche per quanto concerne il 4 di coppia femminile. Clelia Dupré e compagne, partite di gran carriera dopo lo stacco dai barchini di partenza, si sono poi viste superare dalla formazione della Cina e ai 1500 anche dall’Ucraina. Posizioni che sono rimaste immutate sino sulla linea del traguardo.

 Nulla da fare, per contro, per il 4 di coppia maschile che ha concluso la prova al sesto rango in una gara dominata, come nelle previsione, dall’armo azzurro, campione europeo in carica. In finale sarà accompagnato da Gran Bretagna ed Estonia.