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“Senza aiuti molte squadre rischiano di fallire”
“Senza aiuti molte squadre rischiano di fallire”
“Senza aiuti molte squadre rischiano di fallire”
Redazione
6 anni fa
C’è preoccupazione nel mondo del calcio, Michele Campana propone una soluzione: “Sospendere il campionato fino all’estate”

Mentre il mondo si confronta con il coronavirus, le società professionistiche nei vari sport cercano di capire cosa fare. Confrontate con la crisi al pari delle altre aziende devono trovare contromisure. Giocare a porte chiuse? Rinviare i campionati? Terminarli a tavolino? Sono domande che si fanno i tifosi, ma prima ancora i dirigenti. Domande che il TgSport di Teleticino ha rivolto al direttore generale del FC Lugano Michele Campana.

Michele Campana, come sta il Lugano?“Come prima cosa pochi minuti fa abbiamo deciso di sospendere tutte le attività del settore giovanile. Come prima squadra, ci stiamo invece rendendo conto che la situazione non si risolverà a breve. È una mia riflessione personale, ma credo che in generale ci sia stia illudendo troppo. Anche l’ipotesi di riprendere il campionato a porte chiuse si fa sempre più complicata. Sono pessimista, non lo nego. E proprio per questo ho iniziato a studiare nuovi scenari”.

A cosa si riferisce?“Dobbiamo iniziare a prendere in considerazione la possibilità di fermare tutto fino all’estate. A luglio invece di iniziare la nuova stagione potremmo concludere quella attualmente in corso. La stagione 20/21 inizierebbe in autunno e proseguirebbe senza la classica sosta invernale. Certo, questa proposta sarebbe attuabile unicamente se la UEFA decidesse di ricollocare nel 2021 gli Europei. Il discorso è molto semplice: abbiamo degli obblighi verso i nostri partner, i primis quelli televisivi, queste partite non possiamo annullarle, prima o poi dovremo giocarle. Ecco il perché di questa mia proposta”.

Ne ha già discusso con altri club?“Ne ho parlato con il presidente Renzetti, con il San Gallo, lo Young Boys e il Servette. La porterò all’attenzione della Lega nelle prossime ore”.

Ha trovato riscontri positivi?“Ho percepito delle aperture. Non possiamo nascondere la testa sotto la sabbia. Al momento non possiamo neppure escludere che il Consiglio Federale nelle prossime ore decida di limitare gli spostamenti delle persone. Solo allora forse tutti si capaciteranno dello stato in cui versiamo”.

Lunedì 16 è in programma l’assemblea che deciderà il da farsi. Cosa dobbiamo dunque attenderci?“Prevedo che in assemblea la maggioranza deciderà di far riprendere le competizioni a porte chiuse il weekend del 4-5 aprile. Il vero rischio è che tale decisione venga poi sovvertita e inficiata dall’intervento di un organo superiore. Per questo, lo sottolineo di nuovo, qui ed ora serve lungimiranza”.

Nel frattempo però l’hockey sembra vicino a far partire i playoff il prossimo martedì...“Non ci credo molto. L’ho detto, sono pessimista. Mi aspetto che nei prossimi 7-10 giorni anche in Svizzera verranno messe in pratica le misure restrittive adottate dall’Italia”.

Con un blocco totale e prolungato la situazione economica dei club potrebbe deteriorarsi in maniera drammatica?“Una società come il Lugano soffre sempre. Storicamente inoltre marzo, aprile e maggio sono mesi duri. Figuratevi questi… Ci sono venuti a mancare gli introiti del giorno partita e alcuni sponsor faticano a stare al passo con i pagamenti. La situazione potrebbe presto farsi davvero complessa. Al momento siamo ancora in grado di pagare gli stipendi ma le riserve non sono infinite”.

In questo senso i club si sono già mossi per sensibilizzare le autorità politiche?“Un sostegno deciso dalla politica sarà essenziale. Lo dico senza troppi giri di parole: senza dei contributi 17 o 18 club sui 20 della Swiss Football League rischiano grosso. Le leghe di calcio e hockey in modo congiunto si sono già fatte portavoce delle nostre necessità. Per il momento non sono ancora giunte rassicurazioni anche se nelle prossime giornate il Consiglio Federale si esprimerà su come intende aiutare il mondo sportivo e più in generale quello legato agli eventi. In sostanza, noi ci speriamo ma allo stesso tempo di prepariamo al peggio”.

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