
L'FC Chiasso, dopo il cambio dei vertici societari, presenta oggi ufficialmente ai media la nuova figura societaria di Carlo Cavalleri. Ad aprire la conferenza stampa odierna è stato il sindaco Bruno Arrigoni, a dimostrazione del sostegno che la città di confine intende dare alla squadra: "Porto i saluti del Municipio e un in bocca al lupo per la stagione che sta per partire, una stagione che non sarà facile, potremmo quasi dire che si tratta di una seconda Super League. Noi faremo del nostro meglio con le migliorie per lo stadio."
Il microfono è quindi passato nelle mani del nuovo direttore generale Carlo Cavalleri: "È la mia prima esperienza qui in Ticino e in Svizzera. Sono un procuratore, figlio di un altro procuratore, ho portato qui un'esperienza che spero di poter mettere a disposizione della squadra. Cogliandro mi aveva chiesto in partenza una consulenza, che poi si è evoluta in una collaborazione più ampia. Mi sono informato e questa è una piazza che può fare calcio, anche se so che non ci sono 2-3mila spettatori, ma preferisco 60 leoni a 3000 gazzelle. Spero di avere la collaborazione di tutti perché affrontare questa Challenge League non sarà facile."
"Il nostro - ha proseguito il dg - è un progetto biennale, quest'anno daremo solidità alla squadra con un nucleo territoriale, ma circondato di giocatori svizzeri con esperienze internazionali. L'obiettivo è avere giocatori che abbiano poi prospettive di mercato a fine stagione, oppure già in inverno."
"Sarei stupido a promettere la promozione - ha precisato - Molti calciatori non ci sono più, con tanti altri devo parlare anche della stagione precedente perché io voglio gente che ha fame e danno tutto sul campo. Non mi interessa il curriculum, né dei giocatori né dell'allenatore che abbiamo scelto. Ascolterò i consigli di tutti, perché chi non considera la storia ma vuole guardare al futuro perde in partenza. So che alcune squadre sono partite prima di noi e arriveremo forse un po' in ritardo. Sarebbe incosciente partire con 11 novellini, ecco perché c'è Alberto Regazzoni qui con me, voglio che faccia parte di questo progetto."
Alberto Regazzoni ha quindi detto la sua: "Ho conosciuto la nuova dirigenza ieri e anche solo parlando un paio d'ore ho capito che c'è tanto entusiasmo. C'è comunque un po' di preoccupazione da parte di tutti perché siamo un po' in ritardo. Però lasciamoli lavorare, perché potremo fare bene."
Cavalleri ha quindi ripreso la parola sull'intricata vicenda dell'allenatore e della rosa: "È stato scelto e lo incontrerò stasera per mettere la firma sul contratto. Stasera quindi ne conoscerete il nome. Non ha mai allenato in Svizzera, ma è un profilo che segue le mie indicazioni. Per quanto concerne i giocatori: mi è stato insegnato che prima si trova il mister, dopodiché vorrò parlare con tutti i giocatori della passata stagione che sono in scadenza e cercherò la luce nei loro occhi perché affrontare questo campionato sarà più difficile dell'anno scorso. Solo questi saranno confermati. Faranno tutti dei test fisici accurati perché non posso permettermi di avere giocatori con problemi articolari o di crescita. Il 27 mattina cominceremo la preparazione con la squadra quasi al completo."
"A parità di spese a fine stagione cercheremo il pari del bilancio poi ci siederemo per capire che investimenti potremo fare. Il mio apporto non è finanziario. Non sono più iscritto all'albo procuratori da quando mi sono trasferito in Ticino. Oggi sono in tutto e per tutto il direttore generale del club."
Per Cavalleri la chiave del successo sarà la fame di vittorie: "Il discorso dei calciatori vale anche per i dirigenti. Se si condivide la stessa fame che ho io per questo progetto andremo avanti insieme, altrimenti no, perché non possiamo permetterci indecisioni. I giovani faranno parte del nostro progetto e i giovani svizzeri avranno la precedenza. Camolese è un grandissimo allenatore, ma per il progetto internazionale che ho io ho bisogno di un mister che non abbia avuto grandi società alle spalle, con tutto il rispetto per il Chiasso. Il mio allenatore saprà quando dare una carezza e quando uno schiaffo, sarà un uomo di campo."
"Il direttore sportivo non ci sarà, mi sono assunto io questa responsabilità con l'ausilio di soggetti molto preparati che ho conosciuto durante la mia carriera da procuratore. Io rispetto Lugano e Sion come tutte le altre squadre, tratterò Lugano come tutte le altre, ma i pochi chilometri non hanno la precedenza sul rapporto di scambi o prestiti di giocatori."
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

