
La polizia cantonale sangallese ha pubblicato oggi su internet (www.kapo.sg.ch) le immagini di 18 giovani uomini, fotografati il 20 maggio 2008 durante i tafferugli scoppiati dopo la cruciale partita di calcio tra il San Gallo e il Bellinzona. Gli inquirenti sperano di ottenere dalla popolazione indicazioni utili per identificarli. Le foto sono state subito pubblicate anche da molti quotidiani nazionali e regionali sui loro portali internet.Centinaia di tifosi sangallesi, delusi dalla sconfitta per 0:2 e la conseguente relegazione in Challenge League (serie B), avevano dato sfogo alla loro rabbia provocando ingenti danni, valutati a circa 150'000 franchi, nel vecchio stadio dell'Espenmoos, utilizzato per l'ultima volta. Tre poliziotti e quattro agenti della sicurezza erano rimasti leggermente feriti.Dopo i tafferugli sono stati aperti procedimenti penali contro 30 presunti teppisti, tutti fra i 18 e i 22 anni, in maggioranza svizzeri. Le accuse mosse contro di loro: sommossa, danneggiamento e violenza, minaccia contro le autorità e i funzionari. Otto ultrà sono già stati identificati e arrestati in un'azione coordinata lo scorso 9 dicembre. Dopo essere stati interrogati sono stati rilasciati. Cinque di loro saranno rinviati a giudizio, due sono ancora sotto inchiesta; per l'ottavo - risultato estraneo ai fatti - il procedimento è stato archiviato, ha indicato all'ATS il giudice istruttore Simon Burger.Burger ha precisato che la pubblicazione sul web delle foto dei 18 ricercati era stata annunciata nella speranza che gli interessati si costituissero spontaneamente entro il 14 gennaio.Non è la prima volta in Svizzera che gli inquirenti usano internet nel tentativo di identificare degli hooligan. Lo aveva già fatto la polizia lucernese con successo nel maggio 2007, dopo i disordini seguiti alla partita di campionato tra la squadra del capoluogo e il Basilea. Le foto di cinque presunti teppisti erano state pubblicate 21 ore dopo i fatti sulla homepage della polizia, rammenta il portavoce Urs Wigger. Tre di loro si sono consegnati spontaneamente, gli altri due sono stati identificati grazie a indicazioni giunte dalla popolazione. Tutti e cinque sono stati incriminati.ATS
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