
Terza sconfitta consecutiva in campionato per il FC Lugano, che ieri è tornato a mani vuote dalla trasferta di San Gallo. Un KO mal digerito dal capitano bianconero Jonathan Sabbatini, che punta il dito verso i propri compagni.
"Se la squadra fosse stata davvero una squadra avremmo vinto la partita. Senza mancare di rispetto al San Gallo, avremmo potuto pareggiare giocando semplicemente più uniti. Non si possono perdere queste partite - ha dichiarato Jonathan Sabbatini a TeleTicino -. Il campionato è equilibrato, è vero, io non sto inventando nulla, ma giocando male non ci sono scuse: serve altro per potare a casa 3 punti".
In una giornata in cui aggrapparsi all’arbitraggio sarebbe stato tutto sommato semplice, tenendo conto dei due episodi discussi e discutibili legati al rigore di Sulmoni e all’espulsione di Custodio, il capitano bianconero accusa invece i propri compagni. Al centrocampista uruguaiano non è infatti piaciuto l’atteggiamento dei suoi, sia in undici contro undici che con l’uomo in meno.
"Non basta la voglia di giocare, ci manca la rabbia e la voglia di vincere. Dobbiamo anche imparare a gestire meglio le partite. Ci serve un cambio di mentalità" ha spiegato Sabbatini.
Un KO che dovrà fungere da lezione, anche se però i dati nudi e crudi si stanno facendo sempre più allarmanti. Il Lugano a San Gallo ha sì ritrovato la via del goal, ma ha anche incassato la terza sconfitta consecutiva in campionato. Dopo l’esordio vincente contro lo Zurigo, gli uomini di Celestini hanno raccolto solo un punto nei successivi 4 turni e domenica prossima saranno di scena a Basilea. Contro i renani, il 31enne sudamericano auspica in un cambio di mentalità.
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