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Rossini e il segreto del braccialetto
Redazione
11 anni fa
Il bomber parla del suo nuovo amuleto. Renzetti sorpreso, Zeman abbozza un sorriso

Dopo le parole al vetriolo rivolte ai propri giocatori al termine della disastrosa trasferta di Zurigo, Zdenek Zeman stasera ha abbozzato un sorriso. Il Lugano, quello che lui aveva in mente e che sperava riuscisse a superare il trauma post-GC, ha colto una vittoria pesante. Nessun volo pindarico, ovvio, lui è il primo ad esserne consapevole.

Zdenek Zeman: “Sono felice. La squadra mi ha seguito ed ha saputo voltare pagina dopo la brutta sconfitta di Zurigo. Abbiamo saputo proporre un gioco concreto, bene organizzato, a volte adattandoci all’ avversario. Tutti si sono sacrificati, dal primo all’ultimo e ciò mi è molto piaciuto. Segno che il Lugano è in crescita. Sono soddisfatto degli esordienti Culina e Jozinovic, e in particolare ho apprezzato lo spirito di lotta di un giocatore come Bottani, che si è sacrificato nella fase difensiva. Insomma: è andato tutto bene, ma non dobbiamo dimenticare il 6-1 di sabato: quel risultato negativo ci serva sempre da lezione.”

Ovviamente felice Patrick Rossini, che ha deciso il confronto nei primi minuti. L’attaccante, sinora autore di due gol, racconta un fatto curioso: “Nei giorni scorsi la nonna mi ha ragalato un braccialetto d’oro da usare sul braccio sinistro, dicendomi che avrei segnato. Detto fatto, dopo pochi minuti sono riuscito a bucare la rete giallo nera! Sono molto soddisfatto, ormai il periodo difficile per la vicenda Sciaffusa è alle spalle. Anche se è stata dura, davvero!”

Il presidente Angelo Renzetti è molto emozionato. “Un bel grazie ai ragazzi, non me l’aspettavo. Hanno fatto di più di quello che immaginavo. Sono naturalmente contento per la squadra e per Mister Zeman. Speriamo che questi tre punti segnino la svolta del campionato”.

M.A.

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