
Ma quanto è bello trascorrere la mattina trattenendo il respiro, saltando sulla sedia, lasciandoti andare alle esultanze per un break point guadagnato o un colpo di quelli da collezione, quasi fossi davvero tra quei fortunatissimi spettatori che si sono gustati quasi quattro ore di partita questa notte (da loro) per il quarto di finale tra Roger Federer e Jo-Wilfried Tsonga.E il tutto condito da sorrisi e battute, una serenità che ha accompagnato tutta la partita, pur tesa e colma di emozioni. Un ingrediente che non va di certo sottovalutato per due campioni che durante lo sforzo fisico trovano comunque ancora la spontaneità e, infondo, la voglia di divertirsi.Poi mettiamoci la classe, l'eleganza e l'umiltà da una parte, e la forza bruta, prorompente e irruente dall'altra per capire quanto possa essere stata intensa la partita tra il numero due e il numero otto del mondo. 169 punti a 164, cinque miseri punti a sottolineare come il match sia stato estremamente equilibrato. Partite come questa si decidono sui dettagli, sui singoli punti. E ad uscire trionfante dal campo è di nuovo lui, Re Roger, che nonostante non sia più un giovincello (32 anni quest'anno), è riuscito a far suo il quinto set (7/6 4/6 7/6 3/6 6/3 il punteggio finale) proprio grazie alla freschezza di fisico e alla lucidità mentale. Dopo un percorso impeccabile, senza aver perso un set ed aver subito nemmeno un break negli incontri precedenti, Roger ha saputo contenere l'esplosività del suo avversario al quale vanno tutti i complimenti per aver disputato una signora partita. Ma ahimé, il pareggio non esiste, e solo uno ha il diritto di passare al turno successivo e in semifinale contro Andy Murray ci sarà il nostro cmapione che ci ha fatto e ci farà sognare, ancora una volta. Sere
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