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Resta una stagione da incorniciare
Resta una stagione da incorniciare
Resta una stagione da incorniciare
Redazione
10 anni fa
Salvezza e finale di coppa: chi l'avrebbe detto 12 mesi fa. Adesso però bisogna programmare al meglio il futuro

Fa male perdere una finale, è ovvio, è scontato. Fa forse ancor più male sapere di aver perso contro una squadra che era nettamente alla propria portata. Eppure il Lugano, già nel suo viaggio di rientro da Zurigo verso il Ticino, deve rendersi contro di aver disputato una stagione eccezionale.

Chi l'avrebbe mai detto solo 12 mesi fa che i bianconeri avrebbero mantenuto la categoria e sarebbero giunti in finale di Coppa?

Nessuno, probabilmente nessuno.

Diciamolo pure, il Lugano ha fatto un mezzo miracolo nel raggiungere la salvezza. E non è un miracolo intero unicamente perchè sulla propria strada Rey e compagni hanno trovato uno Zurigo allo sbando, una squadra ricca di talento ma precipitata nel baratro più buio e profondo che esista.

Al di là dei demeriti degli altri, quello che hanno fatto i bianconeri resterà nella storia. E i motivi sono molteplici. Era luglio del 2015 quando Renzetti senza vergognarsene raccontava di aver speso sul mercato 100mila franchi, una cifra irrisoria nel calcio moderno. Con questi quattro spiccioli il presidente - direttore sportivo ha portato a casa gli scarti degli altri club. Veseli, ad esempio, campione del mondo con la U17 era finito nel dimenticatoio, Donis, era un giocoliere che trovava poco spazio nella primavera del Sassuolo, Piccinocchi non aveva mai messo piede su un terreno da gioco calcato da professionisti. Si potrebbe continuare con gli esempi ma tanto vale fermarsi qui.

Insomma, all'apparenza una mezza armata brancaleone. Tanti giovani di belle speranze che Renzetti ha messo a disposizione di Zeman. Un allenatore formatore ma che di questi giocatori non voleva saperne o quasi. Quelli che voleva il boemo costavano troppo.

Nel corso della stagione, malgrado alti e bassi e pesantissime sbandate, è successo il miracolo. Forse questi giocatori non erano così deboli come tutti pensavano? Oppure è stato Zeman a trovare la quadratura del cerchio? La risposta non l'avremo forse mai, quello che resta sono i risultati. Lì da leggere, stampati negli almanacchi.

L'errore capitale da non compiere oggi è quello di credere di poter ripetere il miracolo. Adesso la palla è nel campo del Renzetti. Bisogna fare di tutto per tenere Zeman? Oppure è meglio lasciarlo partire per altri lidi? E sul mercato cosa succederà? Questo Lugano ha finalmente acquisito prestigio e credibilità, oltre che quattrini, per potersi assicurare giocatori di categoria?

Tante domande alle quali solo Renzetti puo rispondere. Staff tecnico e giocatori possono andare in vacanza, il presidente no. Tocca a lui gettare le basi per vivere una nuova stagione da incorniciare.

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