
Dopo la bruciante sconfitta di Berna sabato pomeriggio, il presidente Angelo Renzetti ha parlato ai microfoni dei colleghi di Radio3i.
13 gol in due partite, cosa non va più?
"Sarebbe bello saperlo, ne abbiamo parlato con l'allenatore, i giocatori stanno ancora dalla sua parte. A Zeman, in 30 anni di attività, non è mai successa una cosa del genere, è una situazione nuova un po' per tutti. Questa settimana è importante, abbiamo il Basilea, dobbiamo riprendere un po' la fiducia nel nostro gioco in vista della partita contro il Thun che sarà da vincere. Abbiamo deciso di andare avanti con questo tipo di gioco, a Berna volevamo fare una partita difensiva ma non se siamo stati capaci e alla fine abbiamo fatto solo un casino che non finisce più. Ora dobbiamo essere tutti uniti, se vinceremo con il Thun potremo rientrare nei ranghi altrimenti diventa veramente molto difficile ma dobbiamo restare ottimisti perché senza ottimismo non si va da nessuna parte."
Zeman è a rischio?
"No, non è a rischio, perché dovrebbe esserlo? Anche lui si è trovato davanti ad una situazione che non si aspettava. Adesso vediamo come reagiranno i ragazzi, lui e la società. Non vogliamo mettere più carne al fuoco di quella che già c'è."
Le forti parole del presidente potrebbero aver influito negativamente sui giocatori?
"No, questa cosa ha influito solo sui mass media, io ho semplicemente redarguito un professionista che, secondo me, in un paio di occasioni non si è comportato come tale. Ma ci sta nel calcio, ne sentiamo di tutti i colori e se dobbiamo giustificare le prestazioni di una squadra per queste cose mi sembra un po' ridicolo. Mi sono permesso di dire a Tosetti che quando aveva male sarebbe dovuto uscire in una partita così delicata (contro il Sion ndr) mentre invece è stato in campo a lamentarsi in modo un po' "gigione", ma sono cose che nel calcio si dicono! Comunque non dipende dal giocatore perché Tosetti a Berna non c'era."
Zeman ha una sola visione di gioco, ne state pagando il prezzo?
"Preferivo non pagarlo, quando le cose vanno bene è sempre stato un messaggio che ha valorizzato la squadra, lui ha un sistema solo di gioco e facilita la scelta di giocatori da parte della società e il messaggio che passa tra allenatore e giocatori. Il rovescio della medaglia è che quando le cose non vanno, come in questo caso, non si ha prospettiva di cambiamento e questo è un problema importante."
Farete un ritiro per serrare i ranghi?
"No, non è previsto anche perché i giocatori sono tra virgolette sereni, non ci sono tensioni nemmeno nelle sedute di allenamento. Penso dobbiamo affrontare il problema con serenità perché se poi facciamo cose fuori dagli schemi rischiamo di accentuare le tensioni. Ho parlato a lungo con Zeman ieri sera e lui mi ha detto che vuole essere ancora positivo e trasmettere un messaggio positivo, poi le risposte ce le daranno le partite con Basilea e Thun."
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