
Ieri sera ha battuto lo Xamax e forse salvato la sua panchina, a patto che fosse davvero in bilico.
“A dire la verità il presidente mi ha detto che per le prime dieci partite non c’era nessuno rischio…”.
Livio Bordoli può scherzare il giorno dopo una vittoria importante, un successo che ci voleva. Il suo Aarau era inaspettatamente ultimo in classifica.
“Purtroppo siamo partiti male ma non meritavamo questa classifica. Certe partite le abbiamo perse di misura e in maniera sfortunata. Non voglio prendere scuse ma credo che avremmo potuto racimolare qualche punto in più”.
Dunque sempre felice di essere ad Aarau?
“Si certo, qui mi trovo molto bene. Ormai a Lugano avevo fatto una scelta e non la rimpiango. Certo, sarebbe stato bello anche continuare con i bianconeri ma ormai è andata così”.
Il Lugano lo segue?
“Sì, guardo spesso le partite alla televisione. Credo che l’effetto Zeman non si sia ancora sentito dal punto di vista dei risultati. Cinque sconfitte in sette partite è un risultato che avrebbe potuto forse fare qualsiasi altro allenatore, ma il suo lavoro potrebbe venir fuori nel tempo”.
Qualcuno dice che questo Lugano è più debole di quello che ottenne la promozione.
“Non lo so, i giocatori sono più o meno gli stessi. È vero che sono partiti Malvino e Basic, ma ne sono arrivati altri come Piccinocchi e Pusic che mi dicono essere molto bravi. Comunque lo scorso anno giocammo contro il Grasshopper in Coppa Svizzera senza Basic e facemmo comunque una grande partita”.
Questo Lugano si salverà?
“Per me ha tutte le carte in regola. A parte il Basilea, che è fuori portata, penso se la possa giocare con tutti”.
Ieri, con una battuta, il presidente Renzetti ha detto che la formazione la faceva lui lo scorso anno…
“Sì, ho letto. Ho capito subito che si trattava di una battuta e poi l'ho chiamato. A lui piace molto scherzare. Simpaticamente gli ho detto di farmela anche qui ad Aarau visto che le cose fino a ieri sera non sono andate molto bene…”.
L.S.
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