
Ragione o sentimento? Ieri Angelo Renzetti ha oscillato tutto il giorno tra questi due stati d’animo. La ragione, Sforza, o il sentimento, Abascal? Era questo il grande dilemma.
Con Sforza però sembra esserci una maledizione: quando si siedono assieme a un tavolo, i due non trovano mai un accordo. È stato invece tutto molto più facile con Abascal.
Dopo le tentazioni Zeman e Tramezzani, alla fine il presidente ha virato sull’ex tecnico del Chiasso. Agli occhi di Renzetti, gli ultimi difficili mesi e l’esonero di Chiasso non hanno offuscato la bella prima parte di campionato. Fatta di risultati e di bel gioco, in cui lo spagnolo era diventato la grande sorpresa della Challenge League.
Renzetti, così come successe già con Tramezzani, va dunque contro tutto e tutti e si affida al suo istinto. Che finora non l’ha quasi mai tradito. Si rende conto della delicatezza della situazione, tanto che ha già iniziato a parlare di piano A per la Super e di piano B per la Challenge League, ma da vero condottiero ha deciso ancora una volta di assumersi comunque in prima persona la responsabilità della scelta.
Dalla quale potrebbe dipendere il futuro non solo del FC Lugano ma probabilmente di tutto il calcio ticinese. E allora non c’è da augurarsi che ancora una volta il presidente abbia visto qualcosa che gli altri non hanno visto o forse solo intravisto.
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L.S.
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