Cerca e trova immobili
Sport
Rege Colet: "Il Bellinzona si poteva salvare"
Redazione
13 anni fa
A Fuorigioco l'ex presidente ha spiegato cosa si stava facendo dietro le quinte ma Giulini avrebbe rifiutato l'aiuto

La notizia shock durante la trasmissione Fuorigioco, quando l’ex presidente del Bellinzona Andrea Rege Colet racconta l’ultimo mese granata o perlomeno di chi ha tentato o sta tentando di salvare il club. Le parole hanno dell’incredibile e lasceranno un segno nella storia di questo club. “Un mese fa, io e Lalo Delcò, che rappresentiamo un gruppo di investitori locali, abbiamo cominciato a guardare le carte del club per cercare di salvare la società. Avevamo parlato in un secondo tempo con la famiglia e c’erano tutti i presupposti per salvare il Bellinzona. Noi avremmo partecipato coprendo un quarto del debito (circa 4 milioni) e la famiglia con il restante. Si pensava di poter arrivare a un accordo e invece il presidente Giulini non ha accettato questo aiuto. È giusto che la gente e i tifosi del Bellinzona sappiano la verità, perché se giovedì le cose dovessero andare male è giusto dire quello che è capitato”. Ma perché Gabriele Giulini non ha accettato l’aiuto dei fratelli e del gruppo ticinese. Una domanda che riecheggerà nell’aria chissà per quanto ancora. Sempre Rege Colet. “È una domanda a cui non so rispondere. Il presidente non ha voluto questa mano che eravamo pronti a dargli. Ora la mia speranza è che lui giovedì faccia un autentico numero e si presenti in pretura con i soldi per salvare il Bellinzona. Altrimenti sarebbe gravissimo”. Una testimonianza quella dell’ex presidente che ovviamente cambia le carte in tavola e che fa presagire giorni caldissimi nella capitale. Giovedì si decide il destino del club ma anche la credibilità di Giulini e l’affetto che la gente aveva per questa persona che in questi cinque anni ha investito quasi 25 milioni di franchi. Un capitale enorme che però risuona come una beffa per la fine che il Bellinzona rischia di fare e soprattutto per quello che si poteva e non si è voluto fare. Ovviamente adesso si attende la risposta del presidente Giulini o meglio ancora una mossa concreta. Non è più il momento delle sterili parole, è il momento dei fatti. Luca Sciarini

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata