Cerca e trova immobili
Sport
Regazzi: “Difficile prevedere ulteriori aiuti per lo sport”
Regazzi: “Difficile prevedere ulteriori aiuti per lo sport”
Regazzi: “Difficile prevedere ulteriori aiuti per lo sport”
Redazione
6 anni fa
Così il consigliere nazionale a Fuorigioco @ home: “Un intervento potrebbe giungere soltanto dallo Stato, ma la lobby dello sport non è tra quelle più influenti a Berna..."

Il consigliere nazionale Fabio Regazzi è intervenuto ieri sera nell’ambito della trasmissione “Fuorigioco @ home”, trasmessa in diretta sulla pagina Facebook di Teleticino. Al centro della discussione gli aiuti offerti dalla Confederazione alle società sportive in risposta all’emergenza coronavirus: “Fin qui sono stati stanziati 100 milioni di franchi: 50 sotto forma di prestiti e altri 50 con contributi a fondo perso – ha dichiarato Regazzi – Questi importi sono destinati a tutti gli sport, compresi quelli non professionistici, e sembra ampiamente insufficiente in rapporto alle esigenze che stanno emergendo”.

Questo pacchetto di fondi destinati allo sport, potrebbe essere aumentato?“È complicato prevederlo, ma credo di no, almeno a breve termine. In prima battuta vi saranno solo questi 100 milioni. Non è escluso che si possa ritornare a discutere di ulteriori aiuti a dipendenza di come evolverà la situazione, ma personalmente lo ritengo piuttosto difficile. È vero, sono appena stati stanziati circa 57 miliardi per aiutare l’economia elvetica, ma lo sport tra le varie lobby che operano a Berna non è sicuramente tra quelle che riesce a far sentire la propria voce in maniera importante. Anche perché lo sport d’élite, in particolare calcio e hockey, viene visto come una categoria che comprende giocatori privilegiati con stipendi elevati e società sostenute da mecenati”.

E se si ponessero delle condizioni legate ai salari dei giocatori?“Tutti i fondi stanziati fin qui sono stati messi a disposizione a determinate condizioni, ma ritengo complicato intervenire in questo meccanismo mettendo delle condizioni sui salari. Si rischierebbe di innescare un meccanismo difficilmente gestibile e controllabile”.

Come proseguire, allora?“Io credo che lo sport, al di là della sua componente emozionale, debba essere visto come un’attività imprenditoriale e aziendale. Ci sono posti di lavoro, ci sono interessi importanti che ruotano attorno a questo mondo. A fronte di una situazione che non è stata voluta da nessuno, se sarà necessario un intervento, esso potrà essere effettuato solo dallo Stato. Io personalmente sarei favorevole, per evitare che il nostro sport professionistico – fiore all’occhiello del nostro movimento sportivo – ne esca con le ossa rotte e con delle conseguenze che si rifletterebbero su tutte le altre attività sportive, comprese quelle a livello dilettantistico”.

Ha davvero la sensazione che alla fine di questa crisi molti club sportivi non esisteranno più o cambieranno completamente rispetto a come li abbiamo conosciuti fino ad oggi?“Il pericolo è reale ed è evidente che questo scenario ci preoccupa tantissimo”.

FUORIGIOCO TORNA ANCHE IN TV, IN DIRETTA DAGLI STUDI DI MELIDE, OGNI LUNEDÌ E MERCOLEDÌ ALLE 19:00 DOPO IL TGSPECIALE!

LUNEDÌ 11 SAREMO IN ONDA CON UNA PUNTATA DEDICATA ALLA CRUCIALE ASSEMBLEA DELLA LEGA DI HOCKEY!

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata